come era verde la mia crisi

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Salve a tutti. Il bello di un blog tutto nuovo e libero dalle piattaforme e portali vari è che puoi configurare categorie e temi a capocchia. Il brutto è che, nel MIO caso utilizzo la MIA capocchia, che è fatta a modo suo. Ho definito un certo numero di categorie ed ora, per “popolarle” mi tocca scrivere ALMENO un post per ognuna. Così imparo. “Come era verde la mia crisi” è una categoria dedicata ad uno sguardo un poco retrospettivo, sull’analisi di qualche rogna e delle possibili soluzioni, fatta a suo tempo da noi o altri.  Non pensiate che sia un esercizio vano o autoreferenziale. Come qualunque storico sa bene, dare una occhiata a quel che avevamo capito, all’importanza dello stato d’animo, temperie culturale, quotidianità, scala valoriale, insomma dello “zeitgeist” in un dato momento storico, aiuta a cercare di liberarsi, nei limiti del possibile, di occhiali che colorano la realtà nel nostro colore preferito. Siccome sarebbe troppo facile puntare a qualche nostra analisi azzeccata, vi linko invece un bell’errore.

Eh, si sbagliai almeno due cose: l’inflazione NON esplose, da nessuna parte e la borsa, al contrario di quel che pensavo, risalì per poi lateralizzarsi, per la nota stretta recessiva causata dalle politiche di austerity. Con il senno del poi CREDO di aver capito alcune cose: la principale è che TUTTI i problemi che abbiamo descritto in tanti post sono ANCORA sul tavolo. MA che questo non determina, automaticamente, un collasso rapido del sistema, anzi. Vi sembrerà strano, ma non è detto che sia una buona notizia. SE i problemi restano e si cerca di nasconderli, procrastinare l’inesorabile redde rationem, non ci vuole molto ad immaginare che si presenteranno IN FORZE e saremo più deboli e con meno risorse sia psicologiche che materiali per affrontarli.  E’ OVVIO che “stampare” denaro da regalare alle banche per sostenere il sistema creditizio e quindi le imprese e per sostenere lo stato sempre più indebitato è un processo che dovrà necessariamente arrivare ad una fine che svaluterà l’enorme montagna dei debiti pubblici e privati accumulati. E’ INESORABILE. Ormai le dimensioni dei debiti sono tali da crescer più rapidamente della somma dei risparmi totali del pianeta. QUINDI è inesorabile: qualche pagherò, anzi MOLTI pagherò non verranno onorati. Alla fine potremmo rimpiangere i bei tempi andati quando ci sembrava di stare malissimo ma si stava molto meglio …ed ecco che si scopre un altro potenziale significato per i post di questa categoria. Avrete notato che non ho parlato di un paese in particolare. Il motivo è semplice è il problema è globale. E c’è chi propone, in effetti una radicale soluzione globale…ma ve ne parlerò in un prossimo post.

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