150 dollari il barile, per gradire

terra e petrolio

Ha fatto scalpore la notizia che gli Stati Uniti hanno ricominciato ad esportare petrolio. OVVIAMENTE i media sono stati lestissimi a dire: Ecco, visto, Cassandre e Rosiconi, che il picco del petrolio è una bufala, che gli USA hanno raggiunto l’indipendenza energetica…bla bla bla? OVVIAMENTE la notizia che gli USA abbiano ricominciato ad esportare è vera ( per essere esatti alcune compagnie hanno richiesto le necessarie autorizzazioni a farlo) ma, altrettanto OVVIAMENTE è una bufala che siano diventati autosufficienti. Semplicemente è diventato conveniente vendere il petrolio USA in altre parti del mondo ma gli Usa restano e resteranno dipendenti dal petrolio importato. E’ buffo invece che non ci renda conto che, per scatenare una corsa al rialzo delle quotazioni del diversamente profumato liquido oleoso bastano ed avanzano gli sviluppi delle rogne irachene.

Già ora diversi campi pozzi ed una importante raffineria del nord sono caduti in mano all’ISIL ( che veramente non si chiama più così).

Quanto pensate ci vorrà per mettere seriamente in pericolo buona parte della produzione irachena? Se pensate che i vari gruppi guerriglieri abbaino l’intenzione di mettere le mani sul petrolio e venderlo avete perfettamente ragione. Se invece pensate che questo, tutto sommato garantirà che le forniture restino costanti vi sbagliate. Dite di no? Guardate quel che è successo in Libia: semplicemente le fazioni avverse distruggeranno impianti ed infrastrutture l’una dell’altra…Curdi, sciti, Califfato, semplici signori della guerra più o meno sbandati..c’e’ solo l’imbarazzo della scelta. DI una cosa potete stare sicuri: il prezzo del barile NON calerà nel breve periodo…Naturalmente potrebbe restare stabile. ma non sarà in questo caso, una buona notizia, se lo farà è perché i consumi mondiali DIMINUISCONO…connettete i puntini

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