La crescita che non esiste e la Lavandaia di Via dell’Oche

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Per una volta non parliamo delle sfighe italiche. Allarghiamo uno zinzino il punto di vista e passiamo al trascurabile quanto affascinante terzo pianeta della stella Sole. Un compito da lavandaia di Via dell’Oche, che ovviamente bada al sodo e cerca di ridurre il bla bla a qualcosa che possa essere scritto sul retro di una lista della spesa ( o della Lavandaia, ovviamente).

Detto, fatto, un semplice studio del Mc Kinsley Institute, oltretutto vecchio di un annetto abbondante, è in grado di riassumere la situazione al di la delle chiacchiere, nostrane e globali.

Dal 2007 al 2014 il totale dei debiti mondiali, pubblici e privati, è aumentato di 57 MILA miliardi di dollari, passando dal 269 al 286% del prodotto interno lordo planetario.

Anche solo sulla base di queste cifre,  più o meno in linea con altre stime facilmente reperibili in rete, è chiaro che la presunta ripresa della crescita mondiale, successiva alla crisi del 2007-2008 NON ESISTE.

E’ una crescita alimentata da un debito che cresce più di lei, ovvero è una crescita apparente anzi: FALSA, perché dovrà essere, prima o poi, pareggiata da una decrescita che rimetta in equilibrio il sistema, essendo ormai improbabile una esplosione della domanda mondiale, per mancanza di mondo e di abitanti non (ancora) indebitati.

Più prima che poi, visti i valori di indebitamento raggiunti; ricordiamoci che sono quelli ufficiali, cioè ottimistici, perché non tengono conto dei leverages bancari, dei sistemi di riassicurazione, delle previdenze private etc etc. in poche parole sono valori minimi che potrebbero rivelarsi solo una percentuale modesta rispetto ai valori reali, in caso di implosione concreta del sistema.

Forse servono cifre ancora più semplici più di immediata comprensione, per cogliere QUANTO sia drogato il sistema. torniamo alle cifre iniziali.

 A partire da tali cifre ricaviamo il PIL mondiale nel 2007, 52mila miliardi di dollari e nel 2014, circa 69mila miliardi. Abbiamo avuto una crescita media di 2400 miliardi di dollari all’anno.

Nello stesso periodo il debito totale mondiale è aumentato di oltre 8100 miliardi/anno.

Capite bene che non solo la crescita è stata INTERAMENTE realizzata a debito ma che buona parte di questo debito è stato improduttivo, si è trattato di un impoverimento netto dei paesi a vantaggio di una parte non produttiva della popolazione. In poche parole si sono tradotti in arricchimenti sconfinati per pochissimi noti. Come posso dirlo? Non potrebbe trattarsi di un generale arricchimento della classe media mondiale?

No, purtroppo , no. IN TUTTO IL MONDO, nello stesso periodo, i depositi bancari sono aumentati di solo il 6% del PIL, circa 1800 miliardi di dollari l’anno.

Come sappiamo bene, almeno noi PIIGS, anche il debito pubblico finisce, in qualche modo poco piacevole di diventare privato, quindi non ha senso fare differenze. La somma della crescita del PIL e dei depositi mondiali 2400+1800= 4200 miliardi di dollari l’anno è poco più della metà dei debiti contratti nello stesso periodo, oltre 8000 miliardi come abbiamo visto.

Il mondo è chiaramente diretto verso un default generalizzato, come qualunque padre di famiglia potrebbe confermare, a vedere queste cifre.

Certo, ma probabilmente non con la calma che le suddette cifre sembrano indicare. Eh si, perché esistono i prodotti derivati, che riempiono i portafogli di ogni istituzione finanziaria che si rispetti e popolano i sogni dei loro direttori. Quando la situazione deciderà di implodere per benino, questi prodotti, che mediamente si annullano tra di loro come le particelle virtuali sul confine dell’orizzonte degli eventi di un buco nero, si troveranno a  dover esistere e saranno VERI guai.

Anche perché sono tra 5 e dieci volte il totale dei debiti mondiali….

Mi sa che i sogni dei direttori sono piuttosto spaventosi…

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4 pensieri su “La crescita che non esiste e la Lavandaia di Via dell’Oche”

  1. >>i depositi bancari sono aumentati di solo il 6% del PIL, circa 1800 miliardi di dollari l’anno.

    Scusa la domanda ingenua, ma sto cercando di capire (e di anticipare le obiezioni di qualche mio conoscente): per “depositi bancari” intendi le somme presenti esclusivamente sui c/c, o anche altre forme d’investimento (titoli, obbligazioni, ecc.) effettuati magari attraverso le agenzie bancarie? Perché magari qualcuno che conosco potrebbe dire che i risparmiatori non si sono impoveriti, ma hanno spostato altrove la loro liquidità e quei 1800 miliardi non costituiscono una cifra attendibile…

    Scusa se si tratta di un’osservazione idiota, ma vorrei davvero capire come stanno le cose.

    1. Beh, voleva solo dare una idea della cosa. Potremmo restare ancora più sul semplice. Anche se avessero accantonato TUTTI i soldi che non sono andati nell’economia reale ( aumento del PIL) si tratta comunque di una accantonamento temporaneo, dato che andranno, prima o poi, restituiti. Ovviamente NON è un gioco a somma zero, ma negativa, perché esistono gli interessi…è chiaro che i debiti contratti NON potranno essere ripagati da un aumento del PI, infatti TUTTE le economie si stanno indebitando in modo più che proporzionale in rapporto al pil. Ho solo cambiato unità di misura, per semplicità di valutazione…

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