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Hitler ed il picco delle informazioni

da Repubblica.it

Ieri una delle notizie più riportate da tutti i Media e ripresa dalla maggior parte delle Agenzie di Stampa è che in un file desecretato della CIA ( la maggior parte delle Agenzie ha riportato questo come uno dei files desecretati pochi giorni fa da Trump riguardanti l’omicidio Kennedy) si riportava la notizia che Hitler nel 1955 era vivo e rifugiato in Sudamerica.

Lo scoop è stato ripreso senza particolari distinguo o approfondimenti, cosi come era, da quasi tutti i giornali italiani.

A parte Attivissimo, nessuno ha analizzato la notizia per capire, al di la della credibilità della cosa, almeno l’origine dell’informativa.

Addirittura ANSA, la principale agenzia italiana ha riportato il nome di copertura del sedicente Hitler in modo erroneo:

Adolf Schrittelmayor, anziché quello leggibile sul retro della foto, pur citata come fonte. NESSUNO che sia andato a vedere l’informativa originale, disponibile QUI.

Dove si vede chiaramente il retro dell’ immagine. Il nome è invece Adolf Schuttelmayer. La U ha due puntini, l’ “umlaute” il che forse spiega, perché un anglofono funzionario della CIA  abbia tradotto con Scrittelmayor.

L’errore del resto, viene notato anche da qualche altro funzionario come riportato in questo file immediatamente successivo, dove il nome è corretto. Nei files successivi, qui e qui, è riportato l’epilogo della cosa: dopo aver chiesto chiarimenti alla stazione locale di Bogotà, viene ritenuta una storia alquanto fantasiosa e si suggerisce di lasciar cadere ogni indagine. Nel caso contrario, si invita a correggere l’errore nel nome del soggetto da ricercare. Del resto già nei commenti alle firme dei vari funzionari che hanno gestito l’informativa è riportato un bel: “Have fun”, riferito ai funzionari 11-12 seguito da un “may not be so funny” del funzionario successivo, il nr 13, che quindi chiede un supplemento di indagine da cui scaturiranno i files successivi citati.

Attivissimo, come scrivevo, ha spiegato bene perché questa notizia è da ritenersi una bufala e nemmeno particolarmente saporita.

Il punto è che questo file è stato desecretato anni fa!!

MOLTI anni fa.

Quanti?

Per avere un indizio, si può provare a cercare il primo file della lista, quello il cui link comincia per 001.

Detto fatto.

Il primo file, tra l’altro è davvero interessante, perché è una analisi segreta di Hitler e delle sue caratteristiche, come persona, fisiche e psicologiche, usi ed abitudini etc et e data al 1942, a guerra già iniziata ( dal punto di vista degli USA) da qualche mese.

COMUNQUE, come vedete, a pagina 3, è riportato un bel timbro “declassified” del 18 Maggio 2000.

Che ragionevolmente si deve applicare anche ai files immediatamente successivi, per ovvi motivi  di classificazione. COMUNQUE, se siete curiosi, QUI trovate l’elenco completo dei documenti CIA con la voce “Hitler”, tra i quali, ai primi posti , trovate proprio quelli di cui qui parliamo.

Poteva sfuggire, ai cacciatori di Nazisti e/o ai nostalgici e/o ai giornalisti in cerca di scoop questa cosa?
No. Infatti; oltre a qualche indizio assai più antico,  ecco qui la prova che almeno tre anni fa era già nota.

Un libro del giornalista argentino Abel Basti che citava proprio questi documenti per costruire la sua storia.

Ed ecco la conferma COMUNQUE VECCHIA DI SEI MESI, dello stesso Abel.

QUINDI? Quindi tutti media italiani hanno riportato una notizia tanto clamorosa quanto improbabile, senza approfondire un attimo ne verificare, un minimo, fonte e dati a disposizione. Senza chiedersi nemmeno se fosse tale, una notizia, o fosse una storia già ampiamente passata. Senza chiedersi se i files della CIA fossero stati desecretati di recente . Senza andarsi a vedere i files originali, a partire da una semplice ricerca come ho fatto io..

Senza tener conto che, ovviamente, con cacciatori di nazisti che avevano fatto di questo la loro ragione di vita, pensare che potesse scappare proprio il pezzo più grosso, oltretutto ancora preciso identico alla sua iconografia ufficiale, fino all’ultimo dei suoi baffetti, era come minimo improbabile.

In sostanza: ancora una volta fake news e di cattiva qualità.

Cosa c’entra questo con  la mamma di tutte le Crisi ed il Picco?

C’entra, eccome, perché l’informazione, lo dice la fisica, è strettamente connessa all’entropia.

Per creare, raccogliere, distribuire informazione ci vuole energia.

Se i Computer e la rete ci permettono di accedere ad una mole di informazioni inimmaginabile, è anche vero che la nostra energia fisica, è rimasta quella. La nostra capacità di elaborare informazioni, pur agevolata dai supporti elettronici l, non può moltiplicarsi all’infinito.

Probabilmente, al netto di un sistema che richiede sempre meno informazioni e sempre più notizie, premiando le ultime un tanto al kg, piuttosto che per qualità, stiamo raggiungendo i limiti di elaborazione del nostro cervello. Un’altra dimostrazione che la crescita infinita non esiste e che, una buona volta, bisogna sostituirla con l’evoluzione. Questa si, senza fine.

 

Non chiamatela indipendenza

Un Panda Indipendentista dello zoo di Edinburgo è più libero?
Un Panda Indipendentista è più libero?

La Catalogna. Il referendum in Lombardia e Veneto. L’Inghilterra.

La Scozia. I fiamminghi. La Corsica. La Sardegna. La Toscana. … Tutti vogliono essere indipendenti. Da tutto. Da uno Stato fiscalmente oppressivo. da una Europa cinica bara ed ancora più fiscalmente oppressiva, dominata da una opaca burocrazia asservita a poteri ancora più opachi…Tutti sono convinti che, non appena diventeranno indipendenti, tutto andrà bene ed un nuovo e radioso avvenire splenderà nei loro cieli, finalmente liberi dal bieco oppressore. Straniero o meno che sia.

Balle.

Ad esempio, La Catalogna e La Scozia NON sarebbero affatto libere di esercitare la politica fiscale preferita, visto che entrambe vorrebbero rimanere dentro l’Europa. Peraltro, a parte le dichiarazioni recenti e apodittiche di Junckers, non è detto che ci riescano, perché in Europa non c’e’ Stato che non abbia le sue minoranze in attesa di una loro indipendenza e non si vuole aprire il vaso di Pandora più di quanto non si sia già aperto.

Il punto è che si sbagliano e di brutto, gli indipendentisti. Perché non avverrà alcuna grande rivoluzione fiscale, anche restando fuori dall’Europa e dall’Euro.

Ovviamente le nuove monete coniate sarebbero debolissime ed ovviamente, nel processo, i capitali scapperebbero, impoverendo le due regioni. Ovviamente, DOVREBBERO chiedere con il cappello in mano, di ottenere le stesse condizioni e gli stessi accordi commerciali in vigore attualmente in Europa e non è detto che le otterrebbero. Nel processo, l’economia non potrebbe che andare a rotoli, con buona pace della speranza di PAGARE MENO TASSE.

Perché, in tutte queste indipendenze, a parte qualche riverniciatura culturale, emerge sempre, chiaro e nitido un fatto: che il vero e fondante motivo di queste istanze di libertà dall’oppressivo…etc etc etc bla bla bla…. è che si vuole pagare meno tasse, supposte malimpiegate da governi centrali parassitari.

Illusione. Perché le tasse sono sempre meno pagate per dare allo Stato la forza di mantenere servizi( in calo, costante, in ogni paese europeo) ma sempre più per pagare i debito contratti con il sistema finanziario, che a sua volta si approvvigiona presso la banca centrale per avere i fondi necessari a rifinanziare lo Stato. Il meccanismo ha bisogno dei cittadini come passaggio  intermedio e si muove a velocità sempre crescente, anche perché sempre più spesso è lo Stato che interviene a salvare le banche con crediti in sofferenza ( prevalentemente NON nei confronti dei cittadini, nota bene).

Così è questo Moloch che schiaccia l’economia, il peso crescente dei debiti pubblici e privati che già ci porta ad impegnare il futuro dei nostri figli per pagare oggi le pensioni e per salvare oggi i conti correnti dei cittadini. Questo Moloch NON E’ MESSO IN DISCUSSIONE  da nessuna istanza indipendentista. Si vuole girare meno soldi allo Stato centrale e lasciare più soldi per la gestione dello Stato autonomo appena nato e/o del governo federalista. Tuttavia pensare che sarebbero impegnati per servizi e/o che comunque la finanza non finirebbe per rosicchiarne parti crescenti ( essendo tanto più fragile tanto più è industrializzato il territorio, causa sofferenze bancarie) E’ una illusione non in un remoto futuro ma già ora. Non è un caso che le banche recentemente fallite siano quelle di distretti industriali tra i più sviluppati delle rispettive Regioni.

Per l’ennesima volta: l’UNICO modo per uscire da questa soluzione è chiedere l’indipendenza, si, ma da questa economia puramente monetaria che sta distruggendo a passi esponenzialmente più rapidi quella reale. Non c’e’ Stato che tenga. Questo sistema fagocita tutti gli Stati, e trascende dalle frontiere.

Non sarete liberi, cittadini di Catalogna o di Brembate, perché l’economia è costruita sul debito e questo debito è sempre più impagabile, non potendo l’economia crescere alla stessa velocità del debito. In realtà per raggiungimento rapido dei limiti fisici, la crescita presto finirà in tutto il mondo e questa volta in modo stabile. L’apparato finanziario mondiale si mangia, secondo diverse stime, circa il 25% della ricchezza reale prodotta nel pianeta e circa il 20% delle risorse fisiche. Senza produrre, ormai altro che un incubo planetario, che agita le notti dei ragionieri delle imprese, dei padri di famiglia precari con il mutuo sulle spalle dei genitori in pensione e dei Capi di Stato mondiali, alla ricerca di una scusa esterna per il collasso dell’economia prossimo venturo e/o la stretta alle libertà personali. Al netto dell’ovvio egoismo che pervade la vostra posizione, potevate scegliere tra il coraggio e l’illusione.

Avete scelto o state scegliendo l’illusione.

Avrete bisogno di molto più coraggio, per vivere nei tempi prossimi.

La prima indipendenza è quella dai luoghi comuni. La prima libertà non è quella che vi fanno sognare ma quella che vi costruite con le vostre mani.

Uscite dalla scatola, convincete voi stessi e poi i vostri concittadini e non avrete più bisogno di uccidere o odiare vostri simili per una chimera che molti possono raccontarvi ma nessuno portarvi a toccare in carne ed ossa. Non dovete distruggere il vostro Stato, dovete rivoluzionarlo. Non dovete distruggere l’Europa, dovete rivoluzionarne le istituzioni. Rimettete la finanza sul sedile posteriore. Fate tornare i soldi a fare il loro mestiere di mezzi e non di fine. Obbligate ad investirli in cose costruttive.

Fatelo in un modo semplice. Scegliendo, tra la stabilità della morte per soffocamento, schiacciati da un debito sempre crescente in termini reali che si mangia pezzi sempre più grossi della vostra vita, l’instabilità di una rapida svalutazione del denaro.

I vostri stipendi perderanno valore ma il denaro fermo in sempre più illusori investimenti finanziari ancora di più. Cancellate il debito. Avverrà comunque.

Potete ancora scegliere il modo.

Non dovete lasciare che distruggano la vostra vita e perfino le vostre illusioni. Abbiate illusioni raggiungibili.

E cesseranno di essere illusioni…

Deboli di Costituzione.

pistola-flagE’ passato oltre un mese da un post che avevo deciso di NON pubblicare, perché si parlava di Costituzione, certo ma anche e sopratutto di cittadini. Salvata, per così dire la Costituzione, ora resta da fare i cittadini. Avrete pur visto che , dopotutto non è successo nessuno sconquasso. come, purtroppo, non è cambiato molto scambiando Arlecchino e Pulcinella sul palco.

In ogni caso il post ORA ha un senso maggiore che nell’immediatezza del referendum.

A mio sindacabilissimo giudizio, vi tocca sciropparvelo.

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22 Novembre 2016, Lettera ai lettori

Ormai, vada come vada, avrete già deciso come votare nel babbo di tutti i NON-eventi.

Ovvero nel NOIOSISSIMO ed INUTILISSIMO referendum Costituzionale.

Lasciatemi dire la mia, in libertà. A partire da un fatto evidente: Nessuna riforma costituzionale potrà  cancellare l’evidenza dei fatti: che siamo deboli, debolissimi di Costituzione. Di quella che conta, ovvero di una identità sociale, culturale e nazionale che ci permetta di ritrovare energie ed obbiettivi, l’unica cosa che potrebbe, diversamente biondi permettendo, salvarci dalla madre di tutte le Crisi, reloaded.

Questo referendum, in primo luogo, è un non evento perché, in un paese di buon senso, non si sarebbe mai tenuto. Perché le riforme in oggetto non sarebbero mai state proposte.

Non perché siano particolarmente nefaste ( ed in effetti, a mio giudizio, lo sono) ma perché sono, appunto, inutili, ininfluenti.

Inutili perché la nostra Costituzione, anzi: QUALUNQUE Costituzione è inutile senza Cittadini. Senza persone determinate a difendere e rafforzare il patto sociale che li lega sotto il tetto di regole condivise ed uguali ( si spera) per tutti e che si spera democratico.

E cittadini, in Italia, ne sono rimasti pochi, ammesso che ce ne siano stati mai molti in un paese individualista e settario come il nostro. In effetti è il patto Sociale, il progetto di Società concepito ormai 70 anni fa, la promessa di un futuro migliore e condiviso, a partire DAI LAVORATORI, ovvero da coloro che si costruivano il proprio benessere con le proprie mani, che vacilla, che cede. La nostra Società vaga, senza una direzione precisa, anzi nel tradimento dell’articolo 1 della Costituzione stessa . Mi pare infatti chiaro che la Repubblica attuale NON è fondata sul Lavoro (ammesso che esista ancora, come Repubblica e non sia ormai diventata una oligarchia di fatto).

Come è facilmente verificabile, l’articolo avrebbe dovuto terminare con “fondata sui lavoratori”, per rimarcare il primo soggetto destinatario e beneficiario del patto sociale ma, data la situazione internazionale, l’incipit sembrava troppo proiettato verso il socialismo reale per poter essere accettato da tutti i Padri Costituenti. Si trovo un compromesso che soddisfacesse i tre principali partiti popolari di allora.

Senza stare a ripercorrere la Storia di questi ultimi 70 anni è evidente che le modifiche proposte e del resto tutta la legislazione recente NON sono partite da quel famoso articolo 1 ma vadano, piuttosto, verso una fantomatica “governabilità” in grado di per se di garantire nuovi e radiosi giorni al nostro paese. In pratica, riconsegnerebbero il paese in mano ad una ristretta oligarchia, non eletta ( come è noto) ma, al massimo, indicata dagli elettori.

Del resto i lavoratori, al di la delle chiacchiere, hanno visto erose quando non cancellate buona parte della conquiste sociali ottenute nei primi 30 anni di Repubblica, in nome della demenziale “competitività.” Demenziale perché il costo del lavoro, in un paese come l’Italia, vale mediamente pochi percento del costo del prodotto finito e quindi, anche facendo lavorare le persone gratis, non potrebbe, da solo, risollevare l’economia, senza contare che, ovviamente, i poveri non comprano e non consumano. 

Detto questo, quella della necessità di una maggiore governabilità che non andrebbe a discapito della democrazia è una balla ed anche grossa. Perché, intanto le democrazie, per definizioni sono MENO governabili e meno stabili delle oligarchie e, sopratutto delle dittature. Ogni aumento di governabilità implica automaticamente, in qualche misura, una riduzione nella democrazia.  Siccome questa è stata mooolto erosa dal combinato disposto di leggi elettorali, diktat della trimurti internazionale a Presidenti compromessi con ogni potere altro da quello dal quale dovrebbe derivare il suo potere e tutte le altre varie cosuccie successe in questi anni, di democrazia in questo paese ne era comunque rimasta piuttosto poca.

La balla più grossa, comunque, è quella che la nostra struttura di governo con due camere paritetiche non permetterebbe lo svolgimento di una rapida funzione legislativa.

Ricordo solo una cosa: siamo il paese con più leggi, decreti ministeriali, decreti legislativi, decreti legge, decreti attuativi di tutta l’Europa e probabilmente di tutto il mondo cosiddetto civile.

Se la produttività di un parlamento si misurasse dal numero delle leggi, beh non avremmo certo bisogno di cambiare nulla.

Eppure, direi, queste centinaia di migliaia ( pare) di leggi e leggine NON hanno prodotto uno Stato perfetto, equanime, giusto, corretto, efficiente.

Sono MOLTO spesso,imperfette, farraginose, autoreferenziali, contraddittorie, illeggibili. E questo nonostante due o più passaggi dall’una all’altra camera.

Credo che sia difficile negare che un cospicuo numero delle nostre leggi siano scritte con i piedi ed attuate/applicate con ….altre parti del corpo. Per quale motivo, quindi, se i nostri legislatori sono così poco preparati, così eterodiretti, così incerti, da non riuscire a produrre leggi decenti dopo passaggi multipli, le cose dovrebbero migliorare quando questi passaggi fossero ridotti?

Ma, si dice, c’e’ bisogno di decisioni rapide in un mondo dinamico e mutevole come quello odierno. Si insiste che i tempi della costituzione erano altri: remoti, bucolici, rallentati, in una parola, placidi. Eh?! Ehhh?!! EEEHH??!!! No, dico: noi, a 25 anni da Mani Pulite, non siamo ancora riusciti a ricostruire una seconda repubblica decente. I nostri Padri Costituenti in 25 anni si  sciropparono due guerre mondiali, un ventennio fascista e la Ricostruzione, che portarono a termine in meno di dieci anni.

Le leggi sulla tutela del lavoro, dell’ambiente, della sanità e previdenza pubblica. Oltre metà delle nostre città, buona parte della rete autostradale e ferroviaria, interi reparti industriali ( automobilistico, elettrico, chimico) sono stati ricostruiti o costruiti di sana pianta nei primi dieci, quindici anni della Repubblica ed osiamo dire che erano dei placidoni che si erano costruiti una struttura parlamentare faraginosa, adatta ai loro tempi lunghi?

Solo una Nazione, fragile, esile, malaticcia e stordita, debole, debolissima di Costituzione, senza memoria e, direi, senza pudore ne vergogna, si lascia raccontare frottole di questa portata da mezze calzetta di questa fatta, incapaci di riscrivere gli articoli della Costituzione senza trasformarli in un guazzabuglio illeggibile. Solo chi si è sempre disinteressato del significato e del valore della Costituzione, perché probabilmente non ha mai dovuto combattere per avere il diritto di averne una che non fosse calata dall’alto e fatta su misura per le oligarchie dominanti. Solo, infine, chi è già pronto per consegnare quel che poco che resta della struttura democratica dello Stato, pur di tornare alla crescita. sola salvatrice del futuro. Niente crescita, nessun futuro, è il mantra che continuano a raccontarci.

Siccome la crescita infinita in un pianeta finito è impossibile, consegnare il proprio futuro a chi continua ad illuderci di qualcosa che è impossibile, equivale a credere nei miracoli. Quelli di serie B, fatti da un santo falso che cammina sull’acqua perché ha i trampoli, che moltiplica i pani ed i pesci perché li frega a quelli più poveri di voi, che il discorso della montagna lo fa per convincervi che essere poveri, disperati e fessi è un bene perché grande sarà la vostra ricompensa.

Nell’altro mondo.

La prima Costituzione, è dentro di noi.

 

Golpe? Quale golpe?

ANSA/cp
ANSA/cp

Benché Crisis lavori a bassa intensità in questi giorni, con la redazione in altre e varie attività affaccendata, due righe sul tentato golpe in Turchia ci stanno tutte. Poiché gli analisti si sprecano, qui solleviamo solo alcune domande. Intanto la prima è ovvia: Cui prodest? Che Erdogan abbia scombussolato la posizione internazionale della Turchia, sconvolgendo equilibri che sembravano consolidati, è un fatto. Come? Ad esempio: rompendo la storica vicinanza con Israele, riallacciando stretti rapporti con i vari stati e dinastie sunnite, riprendendo una vera e propria campagna di sterminio nei confronti degli indipendentisti curdi (pkk in primis) con tanto di immunità concessa ai militari, comprese le temute e sanguinarie milizie locali per gli atti compiuti durante la loro missione.  Infine, l’ovvia condiscendenza nei confronti dell’Isis, di cui ha permesso l’ascesa, mantenendo aperti i corridoi verso il confine con la Siria (con contorno di malversazioni di famiglia sull’import/export di armi&petrolio) tenendo invece chiuse quelle verso il Kurdistan  siriano, proprio mentre l’Isis cercava di fare tabula rasa di ogni singolo villaggio o città e dei suoi abitanti. In generale è evidente la deriva islamista, nazionalista e populista. A parte i militari, da sempre garanti dello Stato laico di Ataturk bla bla bla (comunque tre golpe in sessanta anni non sono uno scherzo), l’intera faccenda ha dato parecchi grattacapi al resto della NATO. Senza contare che, visti i risultati sul campo e la situazione di fatto creatasi, uno stato cuscinetto curdo, comunque declinato, appare come l’unico possibile elemento di stabilizzazione nell’intricatissimo marasma tra Siria, Turchia ed Irak che si preannuncia nel dopo Isis. Con Erdogan al potere questo era chiaramente impossibile. Con la Turchia attraversata da un conflitto interno… Beh, almeno avrebbero smesso di bombardare i villaggi curdi d’oltreconfine.

Quindi: cui prodest? Beh, magari alla NATO. Certo Erdogan la pensa così, visto che ha accusato Gulen un ex amico rifugiato negli USA, di essere dietro il golpe (il che è il massimo che può fare senza accusare direttamente gli USA).

Che almeno un pensierino la NATO l’avesse fatto, lo dimostrerebbe il rifiuto plurimo ad atterrare, che avrebbe fatto vagare Erdogan per un paio di ore per i cieli d’Europa, appeso al suo smartphone, proprio nei primi e cruciali momenti del golpe.

Mentre scrivo, pare che Erdogan, dopotutto, stia riprendendo il controllo. Seguiranno purghe, epurazioni ed ulteriore riduzione delle già scarse libertà in Turchia. In pratica un’ulteriore scivolata verso una Turchia re-islamizzata e simpatizzante dei vari movimenti “estremisti” nel mondo.

A quanto pare prodest anche a lui.

Che dire? Non ci sono più i golpisti di una volta…

Le scie chimiche esistono e fanno malissimo: ecco la prova!

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Foto: Ugo Bardi

Volete una prova che le scie chimiche fanno malissimo?

Eccone una. Date una attenta occhiata all’adesivo cerchiato in rosso.

Una persona che, prima di essere esposta alle scie chimiche, immagino assolutamente normale, si è convinta che esiste un complotto mondiale per avvelenare, o sterminare tramite disastri naturali assortiti, più o meno lentamente, una larga parte della popolazione mondiale ed ha incollato un adesivo che invoca provvedimenti contro i funesti untori aerei.

Peccato che lo faccia stando a sedere nel mezzo delle centinaia di scie chimiche lasciate da veicoli come il suo, mentre ovviamente da il suo piccolo contributo all’avvelenamento dei dintorni.

Il fatto che esistono metodi di gran lunga migliori per controllare la popolazione che avvelenare l’atmosfera dell’intero pianeta ( una atmosfera che i potenti condividono con i tapini) non sfiora questi soggetti. Il fatto che, provatamente, passare alcune ore al giorno in mezzo al traffico è un modo certo per accorciare le proprie aspettative di vita nemmeno. Il fatto che l’unica influenza antropica certa che abbiamo sul clima è quella della CO2 e degli altri gas serra che emettiamo TUTTI continuamente, ogni giorno, neppure.

Forse le scie chimiche, quelle prodotte dalle stufe a petrolio, hanno davvero effetti pesantemente negativi sulle capacità senzienti degli esseri umani, dopotutto e ne vediamo le conseguenze in questa foto

Come vincere le elezioni ed avere sempre ragione.

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Confessatelo. A noi lo potete dire! La cosa MIGLIORE dopo le elezioni non è tanto (o solo) chi ha vinto o meno. Terminate anche le ultime raffinatissime analisi del post voto, compreso quelle delle urine dei neoletti (potrebbe succedere) rischierate le truppe per la prossima battaglia, sguinzagliati i reporters a ricostruire le biografie delle “facce nuove”, fatto un poco di “toto nomine”, NON CI SONO, per un poco, i DIBATTITI, dove ciascun candidato, come dire, sciorina la sua mercanzia.

Eppure i dibattiti sono fondamentali, per vincere le elezioni e, dopo vinte, per avere sempre ragione. Anzi: RAGIONE.

Siccome potreste essere curiosi e siccome, dopotutto, la vita è un continuo dibattito, colloquio o dialogo, ecco che vado a mostravi alcune semplicissime tecniche  per avere sempre ragione, in ogni dibattito/colloquio/dialogo e, quando e se serve, vincere le elezioni.

Un poco scherzo, sia chiaro. Ma un poco, come si dice oggidì, anchenò. Visto che su queste cose stuoli di spin doctors ci campano, non ho grandi pretese. Mi limiterò a citarvi alcune tecniche classiche ma molto molto molto classiche, in modo da darvi gli strumenti per vedere come queste tecniche retoriche siano DAVVERO utilizzate in ogni santo, dannato e spesso noiosissimo dibattito. Di solito, chi li usa meglio vince il dibattito. Di solito, chi vince sufficienti dibattiti vince anche le elezioni. Gli esempi che porto per esemplificare sono ovviamente inventati da me e seguono la mia personale sensibilità ma sono sicuro che potrete richiamare alla memoria casi REALI a cui avete certamente assistito almeno una volta.

Partiamo dalla più classica delle tecniche: la confutazione di quanto affermato dall’avversario: Può essere ad rem: ovvero quanto affermato è in disaccordo con qualcosa di facilmente verificabile da tutti, oppure ad hominem: è in disaccordo con quanto affermato dall’avversario precedentemente.

Tipico, no?

Ovviamente l’avversario ribatte punto su punto ed ecco che comincia una schermaglia che ha ben definiti metodi ed utilizza stratagemmi ben riconoscibili. ne citerò alcuni, comuni ma non ovvi. Tanto per capirsi:Infamare l’avversario e buttarla in zuffa è un metodo troppo ovvio ( cosiddetto ad personam)per essere citato.

1) Postulare ciò che andrebbe invece dimostrato: ad es: Le Olimpiadi sono una occasione unica per la città….

2) Inferenza arbitraria: Se l’avversario accetta le ragioni in un caso particolare, portarlo immediatamente sul caso generale: es: alcuni immigrati sono estremisti/malati/ladri/ ergo gli immigrati rubano, ci infettano, mettono in pericolo la nostra vita.

3) Ridicolizzazione dell’opposto: Presentare l’opposto della propria tesi, in modo che l’avversario sia costretto a rifiutare lo scenario. Es: Immaginiamoci di accogliere liberamente tutte le persone che chiedono asilo, da qualunque parte vengano e per quanti siano, come pensa di nutrire, alloggiare, far campare queste persone? E’ pronto a prendersele a casa sua?….

4) Ampliamento: generalizzare all’estremo grado una affermazione dell’avversario, restringendo invece il campo della propria tesi contrapposta es: Lei quindi vorrebbe dare l’assegno di cittadinanza a tutti? ed allora perché non anche a tutti gli immigrati regolari, che magari già pagano le tasse? anche agli assassini, ai figli di mamma ricchi, ai miliardari nullatenenti, ai maestri di sci con i conti in svizzera? NOI, invece ci limitiamo a dire che le persone realmente in stato di bisogno non devono essere lasciate sole...

5) Retorsio argumenti: l’argomento che l’avversario porta a sostegno di una sua tesi viene usato meglio contro di lui. Esempio: la nostra amministrazione ha amministrato bene la città, riducendo i rifiuti in strada, avviando numerose opere, portando a termine alcuni eventi. Le vorrebbe dire che l’opera x era davvero utile? Vuol dire che negli ultimi sette anni i poveri sono diminuiti? afferma che le strade sono perfette? Etc etc etc

6) Apagoghe: trarre a forza dalle affermazioni dell’avversario tesi che in realtà non vi sono contenute e/o intenzioni che non sono quelle dell’avversario. Ad esempio: Se lei è contro la nostra riforma allora è per mantenere un sistema ingessato e per l’instabilità di governo… etc etc etc.

7) Tecnica mista/socratica. Frequente, ovviamente. Ad esempio: Lei è d’accordo che il benessere delle famiglie sia la cosa più importante in questo momento…. e che questo benessere dipenda dal lavoro…e che il lavoro dipenda dalla crescita… e che la crescita, in ultima analisi dipenda dalla sicurezza ed affidabilità percepita del paese..converrà quindi con me che, per raggiungere questa affidabilità ed attirare gli investitori bisogna dare seguito ad indispensabili riforme, nel settore del lavoro della previdenza, della sanità, delle privatizzazioni…. QUINDI etc etc. A meno che lei, naturalmente, non sia un esponente della sinistra radicale etc etc etc

Se state perdendo il dibattito o siete comunque in difficoltà o la faccenda sta diventando soporifera per chi ascolta vi sono almeno tre tattiche tipiche.

a) Diversione. E’ il classico: “la questione non è questa” che avrete sentito mille e mille volte. si cerca di portare la discussione fuori strada, possibilmente su un terreno più favorevole o almeno più incerto per l’avversario.

b) “Facite ammuina“: ovvero, come si dice a Roma, buttarla in caciara. Nella gazzarra, dando sulla voce ed impedendo ogni conclusione si impedisce all’avversario ed anche a chi ascolta di farsi una idea sulla cosa e, se per questo, anche sulle posizioni in rapporto alla cosa delle due parti.

c) “Redutio ad Hitlerum”. O ad Stalinum. O ad Mussolinum.

In sostanza, mentre l’avversario cita cose positive a sostegno di una sua tesi, affermare qualcosa tipo “si, i treni in orario sono importanti ma sotto Mussolini i treni arrivano in orario e non per questo voglio vivere in una dittatura”. Oppure: “Si, certo statalizziamo le banche salvate dal governo e poi continuiamo con le aziende. Finiremo in un batter d’occhio ai gulag ed alla dittatura del proletariato”.

…Si potrebbe continuare un bel pezzo. Lo scopo, ribadisco era di rendersi conto, insieme, che quel si dibatte sui media è davvero strutturato come un gioco delle parti con regole precise che portano, se ben comprese e seguite e quasi in automatico, risultati positivi (per chi le applica meglio). Ho la vaga speranza che, lette queste povere righe, siate presi dalla curiosità di approfondire da soli, se non altro per riconoscere all’opera le varie tecniche, specialmente quando sono utilizzate da bravi professionisti (sempre meno in verità). Mi pare ovvio affermare che uno TROPPO bravo in queste manfrine dovrebbe essere valutato attentamente, depurando tutte le fumisterie, in modo di arrivare SE esistono, alle sue reali intenzioni/capacità. Questo ovviamente è tanto più vero quanto più montano argomenti “di pancia” nella Società e nella “politica” (le virgolette sono d’obbligo, se uno torna all’accezione originale di Platone e lo confronta con l’attuale versione).

Il bello è che NON dovrete cercare molto per approfondire: Schopenhauer, filosofo più scherzoso di quanto mi ricordassi, ha scritto, oltre 160 anni fa, un’operetta quasi definitiva in merito, l’arte di ottenere ragione. Operetta in cui troverete gli esempi da me citati e molti, molti, altri. Abbastanza, se ben applicati, per vincere ogni dibattito, avere sempre ragione ed essere eletti alle prossime elezioni. (un poco per scherzo, ma anchenò).

Il blindato più caro del mondo? È’ italiano ed e’ una “sola”

Il Freccia
Il Freccia

Riconosco che può sembrare strano, su Crisis, un post dedicato ad un blindato.

Il punto è che la mamma di tutte le crisi si lega in modo indissolubile con malversazioni, manovre lobbistiche, proiezioni di sterile Potenza, pie illusioni di risoluzione armata dei conflitti sistemici per le risorse, mantenimento dello status quo mondiale e affaristico, etc etc.

Semplicemente, su questo non tanto piccolo, viste le cifre coinvolte, scandalo, mi è caduto l’occhio, leggendo un post sui numerosi conflitti di interesse affrontati e risolti con discreta soddisfazione delle lobbies di volta in volta coinvolte, da parte del governo Renzi, in buona continuità con quelli precedenti.

Manco a dirlo, l’acquisto di qualche miliardo di sistemi d’arma nuovi nuovi rende felici o almeno parecchio soddisfatte un bel po’ di lobbies  assortite. Ma andiamo con ordine.

Con due atti successivi, il governo italiano ha deliberato di acquistare 249 e poi 381 blindati ( erroneamente definiti da molti giornali carri armati) Freccia, per un totale di 630 mezzi. per una coincidenza strepitosa uno per ogni parlamentare.

Quanto ci costano? Presto detto: il primo lotto, nel 2009, ci era costato 1,6 miliardi per 249 mezzi, ma aveva compreso, ovviamente, anche la ricerca e lo sviluppo ( anche se il freccia deriva strettamente, pregi e difetti, dal blindo centauro). 6.43 milioni per  blindato. La nuova fornitura, per altri 2.6 miliardi complessivi, e’ stata approvata a gennaio 2015, dal governo Renzi tanto impermeabile alle lobbies da vedere il Capogruppo PD in commissione difesa tentare invano di bloccare la decisione del governo, presa lo stesso giorno in cui si coronava, tra l’altro, il sogno da oltre 5 miliardi di euro dell’Ammiraglio De Giorgi, proprio perché a suo dire pesantemente inquinata dalle  pressioni delle aziende di armamenti. Ci sarebbe da parlare anche di questi sogni di gloria e deliri proiettivi di potenza di una marina che non riesce a garantire sufficienti mezzi e carburante alla guardia costiera per evitare centinaia di morti in mare all’anno, ma rimaniamo su QUESTO delirio terrestre.

intanto ecco qui la scheda tecnica.

Poi affrontiamo, una buona volta, il costo unitario del veicolo.

2.6 miliardi per 381 mezzi  sono, in apparenza, 6.8 milioni a blindato. Il secondo lotto costerà quindi ancora di più del primo.

Piu’ di un teutonico Leopard II. 5.74 milioni di dollari.

Piu’ di un  celeberrimo americano Abrams m1a2, da 6.2 a 4 milioni di dollari, o meno se comprato come “usato garantito”

Piu di un avanzatissimo israeliano  Merkava IV. 4.5 milioni di dollari

Piu’ di un corazzatissimo inglese Challenger 2.  4.2 milioni di sterline.

Sono i migliori mezzi blindati occidentali in circolazione, i più potenti e sofisticati, con i sistemi di offesa e difesa più costosi e complessi. Possono resistere a qualunque cosa o quasi ( in realtà i razzi a doppia testata cava, che cominciano ad essere in dotazione a molti gruppi, sono in grado di bucare, in certe condizioni, anche le loro corazze).  Hanno cannoni precisissimi. Sistemi avanzatissimi di stabilizzazione del tiro, motori da 1500 cavalli, corazze stratificate e reattive….insomma stanno al freccia come una Jaguar sta ad un pulmino Volkswagen.

i freccia costano perfino di più, ed è tutto dire,, visto gli elevati costi di sviluppo spalmati su un esiguo numero di esemplari, dei carri ariete, che questo documento riporta con un costo unitario di 6.8 miliardi di lire, che potremmo rivalutare spannometricamente come 6.8 milioni di euro.

Lo stesso documento riporta, sulla riga immediatamente successiva, il costo del blindo centauro di cui, ripeto, il freccia e’una derivazione da trasporto truppe, decisamente meno potente e costosa, dal punto di vista dell’armamento.  3.8 miliardi di lire, che possiamo tradurre con 3. 8 milioni di euro, per riportarlo ai nostri giorni. Caro, come si vede dal confronto con veri carri armati, ma pur sempre poco più della metà’ degli irresistibili Freccia.

Vi sembrano conti dubbi? Allora che ne dite dei 10 milioni stanziati nel 2011  per la progettazione lo studio e la realizzazione di due prototipi del centauro II, un veicolo ovviamente più sofisticato e moderno del centauro ed almeno alla pari con il freccia ( senza contare le differenze di armamento) Si tratta di prototipi, quindi la costruzione non è in serie, molti apparati sono integrati per la prima volta etc etc etc. Eppure costano 5 milioni di euro l’uno. Oltre un milione di euro meno degli esemplari di serie del fantasmagorico veicolo “corazzato”.

A questo punto, credo ci aspetteremmo una via di mezzo tra la macchina di Batman e l’astronave di capitan harlock.

Invece no. I veicoli in questione non sono in grado difendere i soldati che trasportano in caso di attacco con bazooka, missili spalleggiati o grossi calibri. Al più possono salvarli da uno ied. ( Improvvised Explosive Device) non troppo potente o dalle raffiche di kalashnikov. Per resistere ad un cannoncino come il loro, da 25 millimetri ( da confrontare con i 105 o 120 dei vecchi e nuovi carri) o da una mitragliata di una camionetta “tecnica” di qualche milizia, devono essere dotati di blindature aggiuntive, che ovviamente fanno lievitare il costo.

I blindo centauro , utilizzati in Somalia e in Afghanistan sono stati in qualche modo ricoperti con piastrelle reattive in grado almeno di difendere gli occupanti da proiettili fino a 30 mm o razzi spalleggiati di modesta potenza. Di fatto, dei 250 mezzi realizzati solo 17 sono stati collaudati sul campo in Afghanistan e questo per il banal motivo che in realtà non sono particolarmente più sicuri di una camionetta blindata come il lince, dato che costituiscono un bersaglio più pagante per i gruppi dotati di razzi, dai quali, come visto, non possono difendersi. Dalla loro, grazie alla relativa leggerezza, hanno una velocità massima di oltre 100 km l’ora che però risulta di scarsa utilità sul terreno urbano e fuoristrada, tipici dell utilizzo di questi mezzi.

Non è ancora chiaro? Il Merkava ha dimostrato di non essere sempre in grado di difendere i soldati trasportati ( sì perché può portare alcuni soldati oltre all’equipaggio, all’interno) pur avendo una resistenza equivalente ad oltre 600 millimetri di acciaio, ottenuta con una corazza complessa, cariche reattive, etc etc etc.

QUINDI l’esercito israeliano ha deciso di realizzare un trasporto truppe ANCORA PIÙ PROTETTO del Merkava, ma da esso derivato. A quanto pare il veicolo corazzato più protetto e sicuro al mondo.

si tratta del Namer.

Namer
Namer

costo: 3 milioni di dollari, meno della metà di un freccia. Con un calcolo approssimativo basato sulla capacità di resistere delle sue corazze, circa dieci volte più sicuro.

Breve sintesi: L’Italia ha quindi deciso di dotarsi del più caro veicolo blindato del mondo e, probabilmente, di tutti i tempi e un ragazzino con un  qualunque residuato bellico e’in grado di bucarlo.

con un lievissimo underststement: 4 miliardi e spiccioli certamente malspesi.

Intanto, a priori, per il motivo ovvio che con 4 miliardi si risolvono i problemi del sistema pensionistico italico almeno nel 2016, o si ricostruisce il centro dell’Aquila, o si chiude la vergogna degli esodati. Secondariamente perché dovremmo deciderci, una buona volta, a comprendere che la secolare battaglia tra corazza e proiettile e’stata vinta. Dal proiettile. E se non bastasse, dall’elettronica.

Il post si potrebbe chiudere qui, ma credo che ci vadano un paio di altre righe: 4 miliardi divisi i circa 30 milioni di contribuenti italici sono 133 euro a testa.

Non so voi ma il sottoscritto vorrebbe che fosse chiarito chi ha così facilmente convinto la nostra commissione difesa ad approvare, senza un fiato, una spesa ovviamente incongrua per un mezzo che, a parte le ovvie considerazioni sull’opportunità di mandare soldati nel mondo, costa ALMENO dal doppio al triplo del dovuto. E non serve allo scopo per cui e’realizzato, salvare la vita ai nostri soldati trasportati. Il fatto che su 250 ne siano stati utilizzati solo 17 in Afghanistan, la dice lunga sulla fiducia riposta nel mezzo. Pare evidente che, proprio in conseguenza dei costi, dei risultati di utilizzo non brillanti e dell’esistenza di alternative più economiche e molto ma molto più sicure, si sarebbe dovuto attendere prima di dare il via al secondo lotto. Con un pessimo affare per noi cittadini e per i soldati italiani.

Per dirla tutta: una “sola”,  almeno in apparenza.

Pressioni? Lobbies? Naaaa, giammai,  maddeche’, vade retro, gufi gufacci e rosiconi immobilizzatori del paese.

La Fiat ha chiuso. E nessuno se ne è accorto

pannello fotovoltaico distrutto…?!! Possibile?

No ovviamente sto parlando del settore delle rinnovabili che, negli ultimi tre anni, grazie alle ottime politiche ambientali dei governi Monti Letta e Renzi, ha perso 27.000 posti di lavoro, come potrete vedere da soli in questo documento.

27000 posti di lavoro ( senza contare il cosidetto indotto) è qualcosa di più degli occupati attuali italiani della FCA.

FCA che peraltro ha perso, in 10 anni quasi la metà della sua forza lavoro.

Non c’e’ che dire: siamo chiaramente fuori dalla Mamma di tutte le Crisi e tutto va benissimo sora la marchesa.

 

Bad bank 4 dummies ovvero Credits 4 zombies: il punto di vista della lavandaia di Via dell’Oche

good and bad bank humourLa notizia che, in questi giorni, più fa fremere di un maldissimulato orgasmo i nostri finanzieri&prenditori tutti è la ( potenziale, per ora) nascita edi una “bad bank” nazionale, destinata a farsi carico di TUTTI i crediti “non performanti” e/o “deteriorati” degli istituti di credito nazionali.

Quanti sono questi “crediti deteriorati”?

Circa 200 miliardi di euro. Su un totale di circa 1000 miliardi, ovvero il 20%.

La cosa che più colpisce è questo numero, di per se raccapricciante: il 20% di crediti inesigibili segnala, DI PER SE, senza ulteriori dettagli una banca pronta per l’estrema unzione. Non ci credete? Ecco un link a caso, che attesta, ve ne fosse bisogno, che al 30% una banca è pronta, da un pezzo, per l’inumazione certificata con implosione ed inabissamento dei risparmi di decine di migliaia di tapini come me, la lavandaia e voi.

Ai tempi in cui , lontano 2009, scrivevo della situazione dei mutui italici, con una sofferenza media del 7% si poteva ancora sperare che a questi livelli la situazione fosse in qualche modo gestibile.

Ma il 20% no, proprio no. Il sistema è decotto, kaput. Fubar.

E se vi dicessi che, considerando anche i prestiti incagliati ( cioè quelli per i quali sono state saltate più di due rate)si arriva a 360 miliardi?

Beh qui parliamo di Zombies. Esseri non morti che si aggirano per spolpare i viventi residui e trasformarli come loro.

Noi e la lavandaia abbiamo bisogno di termini semplici, per poter comprendere. Una banca deve poter coprire, con i tassi applicati ai suoi prestiti ed affidi, il rischio insolvenza, incagli etc etc, le spese di funzionamento, il modestissimo tasso attivo ( passivo per lei) dei conti correnti dei sempre più tapini correntisti etc etc. A parte il fatto che questi tassi sono recentemente precipitati, è chiaro che già sofferenze per il 7% sono un grosso anzi GROSSO guaio. E’ vero che una parte, in qualche modo, si risolve a loro parziale favore ( pignoramenti, aste giudiziarie etc etc). Ma, più o meno lo possiamo intuire, SE va bene, la metà di questi crediti in sofferenza è persa per sempre.

Bene. QUINDI il fatto è, per quel che capiamo noi tapini e la lavandaia, che il 20% di sofferenze segnala non una situazione critica ma un rischio MORTALE per il sistema creditizio. un rischio che, costi quel che costi, deve essere ridotto. Ecco quindi la salvifica bad bank.

Come funzionano DI SOLITO queste cose? Beh, in sintesi DOVREBBE funzionare come i famigerati istituti di recupero crediti: a mo’ di avvoltoi, calano sulle carogne in putrefazione dei crediti inesigibili e vedono di tirarci fuori un pco di ciccia. Fuor di metafora, comprano a prezzi stracciati i suddetti crediti dai precedenti creditori e diventano il peggiori incubo dei tapinissimi debitori.

SE la bad bank, quindi, fosse qualcosa del genere farebbe uno sporco ma necessario lavoro, un lavoro socialmente ingrato ma economicamente spietatamente necessario. Il problema è che ormai il sistema finanziario sta prendendo il sopravvento, in termini di forza politica su TUTTI gli altri attori della vita nazionale, sociale, economica, mediatica etc etc etc. QUINDI la bad bank che si sta configurando sarà diversa, MOLTO diversa da questo. In buona sostanza se va MOLTO bene, la erigenda bad bank comprerà con un MODESTO sconto prestabilito i suddetti crediti deteriorati, qualcosa che già nell Aprile 2015 il ns ministro al benessere bancario valutava intorno al 50%. Possibilmente meno.

E’ uno sconto modesto, molto modesto.

TROPPO modesto.

Ma TROPPO TROPPO TROPPO.

Gli stessi istituti di credito nazionali prevedono , di quei 200 miliardi, di poter recuperare circa il 40%. Ovvero le garanzie immobiliari, fideiussioni, garanzie di terzi etc etc che normalmente sono la precondizione di un prestito/mutuo etc etc etc. Che la cosa sia ottimista lo dimostra il fatto che, normalmente, i suddetti avvoltoi spuntano prezzi MOLTO più bassi per le carogne di cui si nutrono. intorno al 20%, come riporta questo articolo.

QUINDI il governo per non incorrere nelle ire e nelle accuse CEE di aiuti di Stato al sistema creditizio ( accuse che in una Europa dominata dalla Germania fanno per lo meno sorridere, tra una lacrima e l’altra) deve dimostrare che un prezzo di circa il50-55% è congruo.

Ci riusciranno? ne dubito. Immaginiamoci, per un attimo, di si. Che succederà poi? Succederà quel che deve succedere. Con un costo di circa 100 miliardi di euro Cassa depositi e prestiti, unico istituto importante ancora in mani pubbliche, comprerà il marciume in giro alleggerendo la zavorra degli istituti/banche italiche che dovranno comunque erodere il patrimonio e mettere a bilancio tutti insieme perdite monumentali ( il che spiega il crollo verticale dei titoli bancari di questi giorni). Poi vedrà cosa può sbloccare, cosa può recuperare liquidando i beni a garanzia etc etc. Siccome la Lavandaia, con tutto che alle volte deve lavare panni veramente lerci, è una inguaribile ottimista, facciamo una ipotesi edificante: la bad bank avrà performance uguali a quelli di una banca normale. Improbabile, no? Se è una bad bank non può essere buona e nemmeno passabile, mi pare ovvio.

In QUESTO caso, in cui il brutto anatroccolo diventi un cigno passabile, dovrà mettere in conto perdite per circa il 20% dei suoi crediti, 20 miliardi. E CON QUALI CAPITALI coprirà questi 20 miliardi di buco, visto che nasce dal nulla? Beh, avete dubbi? con il fondo di garanzia PUBBLICO creato ad hoc.

Ecco. A questo punto la lavandaia, capito cosa comporta questo, una suprema ocra lacrime&sangue, smette di lavare, prende la ramazza e comincia a rotearla sulla testa in cerca di qualche testa di legno da riequilibrare.

Noi che invece abbiamo studiato oltre la skuola dell’obbbbligo potremmo consolarci con “vabbe’ se salta il sistema bancario siamo fubar peggio che la Grecia”.

Vero. Salvare il sistema creditizio è necessario, per salvare i correntisti, prima di tutto, perché come vedremo in un prossimo articolo il famoso fondo di garanzia interbancario che DOVREBBE garantire i correntisti sotto i 100.000 euro non garantisce ( quasi) nulla. QUINDI, secondo logica, visto che si tratta di salvare con i soldi pubblici istituti privati con un regalo di circa 60 miliardi ( differenza tra il valore di mercato del marciume ed il prezzo trattato dal governo) i cittadini dovrebbero diventare soci delle banche stesse, per un equivalente sui capitali sociali degli istituti italici, circa 400 miliardi . Ovvero circa 60/400, il 15%.

Avete qualche dubbio che questo non verrà nemmeno lontanamente proposto o discusso? Io no e la lavandaia nemmeno.

Come il Trattato di Versailles? OXI, Yanis, molto molto peggio !!

Firma del trattato di Versailles
Firma del trattato di Versailles

Yanis Varoufakis, da quando è un ex ministro non si tiene più ( non che prima si trattenesse molto, si veda questo VECCHIO articolo del 2010) ed ha scritto, riportato da centinaia di media, che l’accordo discusso ( ed ora approvato) tra l’Unione Europea e la Grecia gli ricordava il Trattato di Versailles del 1919, per l’umiliazione imposta al più debole.

Ai tempi la Germania del Kaiser sconfitta dalla triplice intesa, ora la Grecia.

Bisogna dirlo con franchezza: ha torto.

E di gran lunga.

L’accordo raggiunto infatti contiene disposizioni e proposte più umilianti di quelle imposte alla Germania dopo una sconfitta in una guerra mondiale da lei provocata!

Intanto, nel trattato di Versailles si stabiliva che una apposita commissione sarebbe stata istituita per valutare le possibilità di ripagare le “famigerate “riparazioni” di guerra, da parte di una Germania del primo dopoguerra allo stremo con contorno di scioperi, ammutinamenti e vere e proprie insurrezioni armate.

Niente del genere è stato istituito per la Grecia. Nessuno ( tranne il fondo monetario internazionale) si è chiesto se come e quando la Grecia avrebbe potuto ripagare i debiti contratti con i privati e con le ormai infauste “istituzioni” ( aka: la troika).

Per capire il confronto e comprenderne, sopratutto l’attualità, vale la pena di studiare un poco.

Come potrete verificare da soli nel dettaglio, Il tema delle riparazioni di guerra andò avanti ancora per quasi due anni, fino all’accordo di Londra del 1921, con il quale la Germania si impegnava a pagare 50 miliardi di marchi oro, 12.5 miliardi di dollari di allora, ovvero circa 180 miliardi di dollari di oggi. Tale somma poteva essere pagata in beni ( acciaio, carbone etc etc) o in denaro.

Per raccogliere la cifra fu stabilita l’emissione di tre tipi di bond differenti di cui uno, fin dall’inizio, sostanzialmente un junk bond, ovvero già in partenza in default per mancanza di coperture a garanzia.

In pratica la Germania, a parte una prima tranche di pagamenti, per circa una decina di miliardi, andò in default quasi immediatamente, tanto che, in perfetta analogia con quanto proposto da Schaeuble su ispirazione, pare, di Juncker, riguardo alla cessione dell’intero demanio pubblico Greco ad un fondo privato con sede in Lussemburgo, in una conferenza a SPA nel 22, i Belgi ed i francesi proposero di prendere in pegno il distretto minerario della RUHR, come garanzia per una ripresa regolare del pagamento delle “riparazioni”. La Germania continuò, più o meno volontariamente a ritardare i pagamenti, sia in natura ( legno acciaio carbone) che in denaro finché nel Gennaio del ’23 la RUHR , dopo un voto unanime della Commissione per le riparazioni, venne in effetti occupata. L?occupazione non fù un affare per le potenze vincitrici: i 900 milioni di marchi oro ricavati servirono, in buona parte a coprire le spese delle forze di occupazione. I motivi dell’occupazione non furono però economici ma sostanziali: non si poteva pensare di creare un precedente che consentisse alle potenze sconfitte di rinunciare agli obblighi sanciti dal trattato.

In realtà l’Austria, l’Ungheria, la Turchia erano già state esonerate dai pagamenti per evidente impossibilità economica ed anche perché, essendo entità statali del tutto nuove, non potevano essere caricate di responsabilità degli imperi che le avevano precedute.

Per quanto riguarda la Germania, dopo l’esplosione della famosa iperinflazione ( quella delle banconote da 100 miliardi di marchi), era diventato evidente come non fosse più in grado di pagare alcunché. si istituì una nuova commissione delle potenze vincitrici il cui scopo era di definire, da un punto di vista meramente tecnico, la capacità di pagamento della Germania ed un modo di  stabilizzare il budget tedesco, l’economia e di definire un livello di riparazioni sostenibile , come dalle esatte parole del presidente della commissione “from a purely technical standpoint how to balance the German budget, stabilize the economy and set an achievable level of reparations”. In sostanza si stabilì un bell’ “aircut” sui bond “C”, i bond A e B vennero sottoscritti da varie istituzioni pubbliche e private e vennero stabilite nuove modalità di pagamento, un miliardo il primo anno e poi 2.5 miliardi negli anni successivi  affidate ad una apposita agenzia.

Era il cosiddetto piano Dawes, dal nome del suo proponente americano.

Nonostante i vari disastri provocati dal’iperinflazione della Repubblica di Weimar, il PIL tedesco del tempo era di circa 50 miliardi di marchi oro.

Quindi 1 miliardo di marchi era circa il 2% del PIL del tempo.

La Germania adempì ai suoi obblighi per qualche anno.

Nel 27, grazie all’indebolimento politico ed economico della Francia riuscì a riaprire le trattative e si arrivò ad un nuovo piano, il piano Young, nel 1929.

tale piano prevedeva un haircut massiccio, oltre il 50% e tempi di pagamento lunghissimi, fino al..1988!!*

In ogni caso, dopo ulteriori prestiti e qualche pagamento, nel 1933, con l’avvento del nazismo i pagamenti furono sospesi.

Alla fine, tenendo conto di quanto versato e di quanto ottenuto come prestiti obbligazioniari ( mai restituiti) Il quadro è il seguente( tratto da wikipedia):

Evento Miliardi di marchi Oro Miliardi di dollari Miliardi di dollari 2015
Offerta iniziale tedesca, 24 April 1921 50 (valore capitale)
or 200 in annualità (valore nominale)[42][95]
12.5 – 50[Note 2] 165 – 661
Schema di pagamenti di Londra, 5 Maggio 1921 132[43] 33[87] 436
A and B Bond dello Schema suddetto 50[42] 12.5[42] 165
Piano Young, 1929 112[73] 26.35[70] 362
Totale dei pagamenti tedeschi al 1932 19–20.5 [89][90] 4.75 – 5.12[Note 2] 82 – 89

Il totale, 20 miliardi di marchi oro, come si vede, arriva a meno della metà di quanto proposto dal governo tedesco nel 1921.

In realtà tra i vari bond A e B, prestiti ponti etc etc ( prevalentemente erogati da USA ed Inghilterra ma anche Olanda, Belgio, Lussemburgo, Francia)

La Germania ricevette tra 27 e 38 miliardi di marchi oro e quindi ricevette più denaro di quanto restituì sotto forma di riparazioni di guerra.

Questi prestiti ed obbligazioni, ovviamente, furono denunciati dal governo Nazionalsocialista e non furono mai ripagati.

in sostanza: non solo la Germania non pagò le sue oblbigazioni di guerra che in piccola parte ma anche quella piccola parte fu a carico delle potenze vincitrici e, in sostanza, ricevette aiuti a fondo perduto pari a almeno il DOPPIO DI QUANTO PAGATO.

In sostanza, al netto di quanto pagato, ricevette aiuti a fondo perduto pari a circa un 2-3% di PIL OGNI ANNO per oltre dieci anni fino al 1933, a fondo perduto!

Questo per quanto riguarda il famoso Trattato di Versailles che è considerato da tutti i libri di storia, alla base dei disastri economici del dopoguerra tedesco ed a la base, a causa dell’umiliazione subita dalla fiera Nazione, della salita al potere di Hitler e quindi, in ultima analisi, della Seconda Guerra Mondiale.

La prima cosa che salta agli occhi nel confronto è che le pur vendicative potenze vincitrici della prima guerra mondiale rimisero le decisioni sui pagamenti in mano a TECNICI, dotati di buonsenso e sopratutto con il mandato di definire pagamenti che fossero compatibili con l’economia tedesca.

Niente di tutto questo, ripeto, è stato fatto per la Grecia.

Analogamente alla privatizzazione dell’intero patrimonio immobiliare greco, come garanzia per i prestiti, le potenze vincitrici occuparono manu militari il distretto della Ruhr, senza tuttavia pretenderne l’alienazione. Anzi: dopo qualche anno fu restituito alla Germania.

La Germania, negli anni peggiori, pagò riparazioni di guerra pari al 2-3% del suo PIL in buona parte sotto forma di materie prime.

In realtà tenuto conto del massiccio programma di prestiti da parte delle potenze vincitrici, ricevette MOLTI più aiuti di quanto versato, specialmente per il fatto che i prestiti non furono mai restituiti. In sostanza, al netto di tutto, la Germania, durante il periodo delle riparazioni ottenne circa un 1-2% di PIL all’anno  per 12 anni, di aiuti. Alla fine, per come andò la storia, a fondo perduto.

La Grecia ha un debito che si avvia ad essere il 200% del PIL su cui paga interessi bassi ( e vorrei vedere: a che titolo si prestano pelosissimi aiuti “ad usura” ad uno Stato membro della CEE e perché non si girano al detto Stato gli utili ricavati da detti interessi?) intorno al 2%. QUINDI la Grecia, a parte ripagare, chi sa quando, questo impagabile debito, deve comunque almeno ripagarne gli interessi che tendono al 4% del suo PIL.

Ovvero il doppio di quanto richiesto all Germania come riparazioni annuali per aver scatenato una guerra mondiale.

Chiosa:

Il famoso Piano Marshall e l’abbuono dei debiti di guerra tedeschi dopo la seconda guerra mondiale furono la logica conseguenza della lezione appresa con le riparazioni del trattato di Versailles: inutili, costose per chi le chiedeva e, in ultima analisi, ottima scusa per fomentare disordini, push, e nuove guerre.

Il Piano Marshall prima di essere un atto di generosità ed acume politico, fu un atto di logicità.

La cosa, del resto, era ovvia anche prima che il patacrac si verificasse, si veda, ad esempio Keynes con il celeberrimo Le conseguenze economiche della pace.

Esiste, in giro, per sbaglio almeno un barlume di questo acume politico ed economico, sufficiente a comprendere che questo e solo questo serve OGGI alla Grecia, un nuovo piano Marshall?

Ovviamente servirebbe anzi: servirà anche all’Italia, alla Spagna, all’Irlanda, al Portogallo…ed a tutti gli altri tra non molto.

Ovviamente i governi di questi paesi si oppongono ad un”haircut” del debito che pure creerebbe un precedente a loro vantaggio.

per un motivo semplice: dovrebbero poi giustificare ai propri elettori il perché delle inutili e recessive politiche lacrime&sangue degli ultimi cinque anni.

*La Germania ha poi onorato l’ultima rata delle riparazioni nel 2010