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Bad bank 4 dummies ovvero Credits 4 zombies: il punto di vista della lavandaia di Via dell’Oche

good and bad bank humourLa notizia che, in questi giorni, più fa fremere di un maldissimulato orgasmo i nostri finanzieri&prenditori tutti è la ( potenziale, per ora) nascita edi una “bad bank” nazionale, destinata a farsi carico di TUTTI i crediti “non performanti” e/o “deteriorati” degli istituti di credito nazionali.

Quanti sono questi “crediti deteriorati”?

Circa 200 miliardi di euro. Su un totale di circa 1000 miliardi, ovvero il 20%.

La cosa che più colpisce è questo numero, di per se raccapricciante: il 20% di crediti inesigibili segnala, DI PER SE, senza ulteriori dettagli una banca pronta per l’estrema unzione. Non ci credete? Ecco un link a caso, che attesta, ve ne fosse bisogno, che al 30% una banca è pronta, da un pezzo, per l’inumazione certificata con implosione ed inabissamento dei risparmi di decine di migliaia di tapini come me, la lavandaia e voi.

Ai tempi in cui , lontano 2009, scrivevo della situazione dei mutui italici, con una sofferenza media del 7% si poteva ancora sperare che a questi livelli la situazione fosse in qualche modo gestibile.

Ma il 20% no, proprio no. Il sistema è decotto, kaput. Fubar.

E se vi dicessi che, considerando anche i prestiti incagliati ( cioè quelli per i quali sono state saltate più di due rate)si arriva a 360 miliardi?

Beh qui parliamo di Zombies. Esseri non morti che si aggirano per spolpare i viventi residui e trasformarli come loro.

Noi e la lavandaia abbiamo bisogno di termini semplici, per poter comprendere. Una banca deve poter coprire, con i tassi applicati ai suoi prestiti ed affidi, il rischio insolvenza, incagli etc etc, le spese di funzionamento, il modestissimo tasso attivo ( passivo per lei) dei conti correnti dei sempre più tapini correntisti etc etc. A parte il fatto che questi tassi sono recentemente precipitati, è chiaro che già sofferenze per il 7% sono un grosso anzi GROSSO guaio. E’ vero che una parte, in qualche modo, si risolve a loro parziale favore ( pignoramenti, aste giudiziarie etc etc). Ma, più o meno lo possiamo intuire, SE va bene, la metà di questi crediti in sofferenza è persa per sempre.

Bene. QUINDI il fatto è, per quel che capiamo noi tapini e la lavandaia, che il 20% di sofferenze segnala non una situazione critica ma un rischio MORTALE per il sistema creditizio. un rischio che, costi quel che costi, deve essere ridotto. Ecco quindi la salvifica bad bank.

Come funzionano DI SOLITO queste cose? Beh, in sintesi DOVREBBE funzionare come i famigerati istituti di recupero crediti: a mo’ di avvoltoi, calano sulle carogne in putrefazione dei crediti inesigibili e vedono di tirarci fuori un pco di ciccia. Fuor di metafora, comprano a prezzi stracciati i suddetti crediti dai precedenti creditori e diventano il peggiori incubo dei tapinissimi debitori.

SE la bad bank, quindi, fosse qualcosa del genere farebbe uno sporco ma necessario lavoro, un lavoro socialmente ingrato ma economicamente spietatamente necessario. Il problema è che ormai il sistema finanziario sta prendendo il sopravvento, in termini di forza politica su TUTTI gli altri attori della vita nazionale, sociale, economica, mediatica etc etc etc. QUINDI la bad bank che si sta configurando sarà diversa, MOLTO diversa da questo. In buona sostanza se va MOLTO bene, la erigenda bad bank comprerà con un MODESTO sconto prestabilito i suddetti crediti deteriorati, qualcosa che già nell Aprile 2015 il ns ministro al benessere bancario valutava intorno al 50%. Possibilmente meno.

E’ uno sconto modesto, molto modesto.

TROPPO modesto.

Ma TROPPO TROPPO TROPPO.

Gli stessi istituti di credito nazionali prevedono , di quei 200 miliardi, di poter recuperare circa il 40%. Ovvero le garanzie immobiliari, fideiussioni, garanzie di terzi etc etc che normalmente sono la precondizione di un prestito/mutuo etc etc etc. Che la cosa sia ottimista lo dimostra il fatto che, normalmente, i suddetti avvoltoi spuntano prezzi MOLTO più bassi per le carogne di cui si nutrono. intorno al 20%, come riporta questo articolo.

QUINDI il governo per non incorrere nelle ire e nelle accuse CEE di aiuti di Stato al sistema creditizio ( accuse che in una Europa dominata dalla Germania fanno per lo meno sorridere, tra una lacrima e l’altra) deve dimostrare che un prezzo di circa il50-55% è congruo.

Ci riusciranno? ne dubito. Immaginiamoci, per un attimo, di si. Che succederà poi? Succederà quel che deve succedere. Con un costo di circa 100 miliardi di euro Cassa depositi e prestiti, unico istituto importante ancora in mani pubbliche, comprerà il marciume in giro alleggerendo la zavorra degli istituti/banche italiche che dovranno comunque erodere il patrimonio e mettere a bilancio tutti insieme perdite monumentali ( il che spiega il crollo verticale dei titoli bancari di questi giorni). Poi vedrà cosa può sbloccare, cosa può recuperare liquidando i beni a garanzia etc etc. Siccome la Lavandaia, con tutto che alle volte deve lavare panni veramente lerci, è una inguaribile ottimista, facciamo una ipotesi edificante: la bad bank avrà performance uguali a quelli di una banca normale. Improbabile, no? Se è una bad bank non può essere buona e nemmeno passabile, mi pare ovvio.

In QUESTO caso, in cui il brutto anatroccolo diventi un cigno passabile, dovrà mettere in conto perdite per circa il 20% dei suoi crediti, 20 miliardi. E CON QUALI CAPITALI coprirà questi 20 miliardi di buco, visto che nasce dal nulla? Beh, avete dubbi? con il fondo di garanzia PUBBLICO creato ad hoc.

Ecco. A questo punto la lavandaia, capito cosa comporta questo, una suprema ocra lacrime&sangue, smette di lavare, prende la ramazza e comincia a rotearla sulla testa in cerca di qualche testa di legno da riequilibrare.

Noi che invece abbiamo studiato oltre la skuola dell’obbbbligo potremmo consolarci con “vabbe’ se salta il sistema bancario siamo fubar peggio che la Grecia”.

Vero. Salvare il sistema creditizio è necessario, per salvare i correntisti, prima di tutto, perché come vedremo in un prossimo articolo il famoso fondo di garanzia interbancario che DOVREBBE garantire i correntisti sotto i 100.000 euro non garantisce ( quasi) nulla. QUINDI, secondo logica, visto che si tratta di salvare con i soldi pubblici istituti privati con un regalo di circa 60 miliardi ( differenza tra il valore di mercato del marciume ed il prezzo trattato dal governo) i cittadini dovrebbero diventare soci delle banche stesse, per un equivalente sui capitali sociali degli istituti italici, circa 400 miliardi . Ovvero circa 60/400, il 15%.

Avete qualche dubbio che questo non verrà nemmeno lontanamente proposto o discusso? Io no e la lavandaia nemmeno.

Grecia: Il debito che non esiste

oplita ed euro
oplita ed euro

Cominciamo dall’inizio.

Nel 2010 si scopre che la Grecia ha truccato i suoi bilanci nascondendo complessivamente circa il 10% di PIL di debito.

Apriti cielo!! la Grecia diventa all’istante un paese-paria, lo spread schizza alle stelle, comincia l’odissea che ancora continua.

Un piccolo dettaglio: I Bilanci sono truccati in tutti i paesi europei.

Quanto e più di quelli greci.

La Germania, che ha il sistema bancario privato in mane pubbliche, li trucca più di ogni altro paese nella storia recente ( e meno recente).

Avete presente i bund con % di interesse negativo? Mi spiegate chi li comprerebbe, in condizioni anche non normali?

Ecco. Ed è solo un esempio.  Se vogliamo, potremmo parlare di quel 10-20% di Pil di debito tedesco nascosto sotto forma di obbligazioni “private”grazie all’equivalente della cassa deposito e prestiti Tedesca.   Grazie a tremonti che COPIO’ i tedeschi (esiste una sua diretta ammissione in merito) anche l’italia fa lo stesso gioco, per circa un 10% del PIL. Ne ho scritto con discreto successo un paio di anni fa.      Qui il bi & ba riassuntivo

http://borsaforextradingfinanza.over-blog.it/article-chi-sono-davvero-i-pigs-in-europa-di-pietro-cambi-115300702.html

IDEM la francia.

Sintesi:

TUTTI i paesi truccano i conti da mo’ e la Germania, quasi certamente, con percentuali piu’ grosse di quelle greche.

E con un sistema previdenziale e pensionistico notoriamente non sostenibile nemmeno nel medio termine se non con una politica di asservimento e di rapina del resto di europa. Esagerato? Magari. Date una occhiata da soli!!

Questo lato del discorso è scarsamente discutibile. La Grecia ha solo esagerato un poco troppo, causa cialtroneria e corruzione oltre il livello di decenza e, soprattutto di competenza. Se ci fischiano le orecchie è un bene.

Andiamo invece alla parte più discutibile. I Greci hanno DAVVERO, MORALMENTE; ed anche economicamente un DEBITO, un OBBLIGO nei confronti del resto d’europa? Teniamo fuori l’imf sia perché è solo una parte non rilevante del problema ( diciamo minoritaria) sia perchè è una banca e con le banche si hanno debiti in modo abbastanza noto e chiaro.

Di nuovo:

Scoppia lo scandalo dei conti truccati la situazione è già rognosa e i tassi e lo spread greco vanno fuori controllo.

La cosa era semplice: la BCE doveva comprare i titoli greci sul mercato primario e tenere bassi i tassi. Non lo poteva fare per via del regolamento cee istitutore ( ed ora riesce a comprare i bond sul mercato secondario solo con uno stratagemma).

I TEDESCHI si sono opposti, gli altri si sono accodati e questo è quanto.

Costava FORSE 50 miliardi di euro, stabilizzare per i 6 mesi, un anno necessari, i bond greci. NON era certo a rimessa, visto i tassi di interesse ma anche nel caso peggiore, alla BCE, per dirla piu’ chiaramente, NON COSTAVA NIENTE. Ancora meglio: non costava niente approvvigionarsi del denaro necessario per acquistare o bond greci ( o italiani o irlandesi) Perché, scusate la banalità ma è opportuno ricordarlo ancora una volta, la bce poteva creare denaro dal nulla. Questo denaro in circolo, creato dal nulla avrebbe surriscaldato l’economia europea e provocato inflazione, essendo il 5% del circolante e meno dello 0.5% del pil europeo? A parte il fatto che l’europa intera era in recessione in quegli anni, e non mi pare un dato trascurabile,Ma…. andiamo!! E le successive mega infusioni di denaro, centinaia di miliardi, nel sistema bancario europeo allora? E il 5-10% di PIL che viene pompato dal 2008 negli USA, allora?

In situazione recessiva non avrebbe fatto nulla QUEL DENARO CREATO DAL NIENTE, SE NON EVITARE ENORMI PROBLEMI A TUTIT QUANTI E NON SOLO AI GRECI.

Questa cosa va stampata in mente: questo debito e questo credito NON ESISTONO in realtà: la bce ha creato 200 miliardi dal nulla e li ha dati alle banche tedesche e francesi.  Non direttamente ma per il tramite dell’EFSF  (European Financial Stability Facility), il fondo salva-stati creato nel 2010, dalla Banca centrale europea e dalla Banca europea degli investimenti. Si tratta di circa 166 miliardi.

Ovviamente le banche non hanno accettato altro che denaro SPENDIBILE per i bond greci, usabile come cavolo gli pare, pronto per un altro giro di Waltzer ( venduto con un utile GROSSO ovviamente, stranamente nessuno parla dei miliardi di utile che hanno ricavato le banche tedesche e francesi da questa vendita) .

LA BCE ora è creditrice della grecia ma non ha speso UN EURO per diventarlo. Infatti ha imprestato, con un costo ( sperabilmente ripagato dagli interessi greci) il denaro necessario agli Stati membri, che l’hanno infine conferito all’EFSF.

Se succede un default che succede?

NIENTE. L’EFSF ovvero la BCE, si ritrova con un buco di 200 miliardi che in pratica creerà un bel buco. Che la BCE potrà tappare con 166 miliardi creati dal nulla.

Chiaro?

Assurdo? pazzesco?

E’ quello che si è fatto e si fa di continuo IN TUTTO IL MONDO, ogni volta che le banche centrali hanno problemi di cassa. STAMPANO, virtualmente sia chiaro, di qui il costo rigorosamente zero. Questo è quanto.

QUINDI cosa succederebbe NEL CONCRETO? I greci si ritrovano, ovviamente più ricchi di 166 miliardi di euro ( la cancellazione di un credito è equivalente ad un guadagno equivalente, mi pare ovvio) e con un bilancio statale attivo ( o quasi).

Ripartono alla grande molto molto più leggeri. Se più saggi, dipende da loro ovviamente.

E il resto di Europa si ritrova più povera di 166 miliardi di euro?

Succederà, purtroppo per gli accordi presi ma non perchè sia, di per se, obbligatorio.

No. Le banche europee hanno venduto ( con un utile, abbiamo visto) i bond greci e quindi non hanno alcuna ripercussione.

La BCE? La BCE crea dal nulla 166 miliardi di euro e ripiana il debito degli Stati membri nei suoi confronti.

Questi soldi NON entrano nell’economia reale né ne escono. Sono denaro virtuale che viene annullato all’interno del tempo di planck.

Aumenta l’inflazione? Solo in teoria e solo, al limite, in Grecia, perché i greci, si sa come sono queste cicale mediterranee, si rimetteranno a spendere come pazzi. Ma figuriamoci, con i debiti accumulati ed i disastri dell’economia reale ci vorranno anni, prima che torni un minimo di serenità e di benessere in quel disgraziato paese.

Capite bene che, in ogni caso, l’influenza di questa cosa nel resto d’europa sarebbe ridotta, i 166 miliardi di euro sono FORSE il 2% del PIl europeo, e solo di riflesso.

Il problema è che nel frattempo grazie alla idiozia dei grandi decisori, la BCE  (Il solito fondo SEDICENTE salva-stati o gli altri accrocchi simili escogitati in questi anni) ha la pancia piena dei titoli di un sacco di altri paesi ( acquistati, ripeto, sul mercato secondario cioè sempre con un utile miliardario regalato alle banche).

Mi pare abbastanza probabile che, a polvveronoe abbassato, un poco TUTTI i paesi ridiscuterebbero questa tranche di debito pubblico in qualche forma, dopo una Grecia che si rifiuta di pagare e una BCE che cancella, giocoforza, il debito.

E’ QUESTO che terrorizza il sistema.

SE succedesse, non c’e’ bisogno di dirlo, ripartirebbero tutte le economie del continente.

I bilanci statali sono infatti in MOLTI paesi in attivo primario ( prima del pagamento degli interessi sul debito). Ridotto il debito ridotto gli interessi sul medesimo, si aprono politiche di rilancio dell’economia, ogni paese con il suo stile, modi e strategie per centinaia di miliardi di euro/anno.

TERRIBILE!

Scoprire che, dopotutto, per far ripartire l’economia bastava far fare un giro di walzer privati-bce-buco nero ai debiti pubblici, con l’unico ed a questo punto trascurabile rischio di un aumento dell’inflazione ( provatamente ridotto, si veda, ad esempio proprio il caso degli Stati Uniti che hanno avuto inflazioni modeste nonostante flussi di quantitative easing fino al 5 e passa % di pil all’anno). Sarebbe uno zinzino perturbante nelle opinioni pubbliche, tanto più in quelle dei paesi notoriamente suini.

QUINDI è questo e solo ed esclusivamente QUESTO che impedisce, pregiudizialmente un accordo e che lo impedirà salvo miracoli o sbracamenti dei greci.

In ogni caso: proprio a difesa anche di questa ipotesi gli scellerati hanno creato un infernale marchingegno che prevede che siano DIRETTAMENTE gli stati europei a farsi carico, pro quota, dei debiti greci. A tutti gli effetti, una fideiussione.

Che la cosa sia indegna visto che , ribadisco per l’ultima volta alla BCE il denaro non COSTA NULLA, è evidente ma proprio proprio evidente.

PERCHE’ Sia stato fatto non era immediatamente chiaro, di primo acchito ma ora, anche alla luce della strategia turbo liberista, credo di intravedere una spiegazione.

Ora e’ chiaro il contesto?

BENE.

MA qui siamo tra crisaioli, cassandre e post picchisti ed aspisti delle peggiori risme.

QUINDI dobbiamo fare un passo avanti.

Per farlo torniamo indietro.

Al famoso rapporto Hirsch che storicamente precedette di poco l’invasione dell Iraq ai tempi di Bush, 2003.

https://en.wikipedia.org/wiki/Hirsch_report

Fini sul tavolo di Bush nel 2005, ma le bozze giravano già parecchio tempo prima.

Benché sia, senza dubbio una semplificazione, si può stare ragionevolmente sicuri che il fatto che il picco del petrolio si avvicinasse fu uno dei fattori principali dell’invasione irachena: Idea base: mettere le mani direttamente su una riserva strategica importante e, sostanzialmente, spezzare le reni all’Opec. Poi le cose sono andate un poco differentemente e l’iraq non è riuscito ad esplicare le sue potenzialità produttive che, agli esperti la conferma, io vado a memoria, parrebbero essere simili a quelle saudite attuali.

In sostanza: a certi bei tipini fare da consigliere e cercare di essere creduti è pericoloso. Perché le loro decisioni potrebbero essere l’opposto di quanto da te proposto o sperato.

A Bush fu fatto presente che lo stile di vita Usa era insostenibile causa picco, lui invece lo riteneva insindacabile ed invase l’iraq.

Ok ma che c’entra con l’europa?

Beh, secondo me qualcuno dei nostri turbo liberisti annusa odore di carogna. Sa che DAVVERO il grosso dei giochi alla crescita è finito o prossimo alla fine causa raggiungimento dei limiti del pianeta.

Dico: pure il Papa è perfettamente e dettagliatamente informato sulla drammaticità della situazione delle risorse e dell’ambiente( cfr l’enciclica laudato si) ed un Buffet qualunque , uno dei mille personaggi che muovono oltre il 50% dei soldi mondiali, no?

QUINDI?

Quindi la transizione alla decrescita o all’economia stazionaria interessa, eccome, anche lui. Solo che non vuole decrescere, lui.

QUINDI lui ( diciamo il suo ristretto gruppo elitario e trasversale a paesi e continenti) si posiziona in modo da controllare fette crescenti di pil e quindi di società e per farlo si devono necessariamente attuare certe politiche. Inoltre, si sono resi conti che il debito è necessitato ad esplodere quando le economie non crescono più. QUINDI, al di fuori del mantra sempre più stanco crescita crescita crescita, cercano semplicemente il riposizionamento in una società sempre più feudale controllata non dallo Stato centrale ma da grandi complessi di potere, mentre le forze sociali altre devono essere divise, indebolite, sfiduciate e le masse si devono abituare al progressivo impoverimento necessario per garantire alle elites lo stesso tenore.di vita. Il default arriverà per strangolamento, quando tutti i risparmi saranno erosi e il credito in mano di istituzioni terze e remote ( BCE, oppure imf, oppure qualcosa di esotico creato per l’occorenza). Le persone saranno così sfiduciate divise e demoralizzate da non essee in grado di opporsi all’erosione di tutte le conquiste sociali culturali e democratiche del XX secolo. Sta succedendo, intorno a noi, ormai da anni.

L’indice di Gini sta peggiorando quasi ovunque nel mondo. MA non perché i ricchi diventano davvero più ricchi ( non ancora per molto almeno) ma perché i poveri sono sempre più numerosi.

Ancora una volta, mentre ci chiedevamo come far passare il messaggio a più gente possibile e soprattutto alle elite, potrebbe darsi che almeno ALCUNE di queste elite abbiano annusato l’aria dei tempi e l’abbiano tradotta in operatività secondo la LORO interpretazione delle cose.

Se vogliamo buttarla sul culturale:

Lo zeitgeist e la weltanschauung tendono a coincidere quando la seconda è quella di quelli che contano.

Zeitshauung che plasma il mondo in funzione dei soldi.

O, se preferite, un moloch che mangia se stesso  e sega il ramo su cui appoggia il posteriore.

Altra tegola per il fotovoltaico: vietato migliorare gli impianti

i nostri pannelli danneggiati dal fortunale del 6 marzo 2015
i nostri pannelli danneggiati dal fortunale del 6 marzo 2015

Ho appena scoperto una nuova tegola che è caduta o sta per cadere su decine di migliaia di piccoli e grandi produttori che hanno deciso, tapini, di migliorare l’efficienza dei propri impianti, a parità di potenza installata.

Infatti, dopo i primi anni di funzionamento degli impianti, vuoi per il miglioramento considerevole nell’efficienza degli inverters e dei sistemi di gestione e controllo, vuoi perché in alcuni casi sono stati installati pannelli rivelatisi difettosi e sottoperformanti, si sta rendendo consigliabile quando non indispensabile la sostituzione parziale o totale dei pannelli e/o degli inverters e/o dei trasformatori e/o di altre parti dell’impianto, oppure l’installazione di sistemi di monitoraggio e gestione avanzati.

Questi interventi possono portare aumenti considerevoli della producibilità per kWp installato, anche superiore al 10-15%.

Nel recente documento “regole per gli incentivi del conto energia”,  il GSE sferra un ennesimo immotivato e del tutto illogico attacco ai produttori fotovoltaici che volessero cercare di migliorare l’efficienza dei proprio impianti o che, semplicemente, si trovassero nella necessità di recuperare l’efficienza di un impianto degradato per motivi atmosferici o per difettosità dei materiali.

Infatti si legge, a pagina 11, punto 1.5 la seguente:

1.5 Interventi di modifica della configurazione elettrica

Sono ammessi gli interventi che comportano l’inserimento di nuovi componenti o l’eliminazione di componenti esistenti laddove ciò sia necessario al fine di adeguare l’impianto all’evoluzione della normativa tecnica relativa al collegamento alla rete e all’esercizio in sicurezza.

Sono inoltre consentiti gli interventi volti a mantenere in efficienza l’impianto o a garantirne un corretto rendimento, quali, ad esempio, l’installazione di dispositivi (cosiddetti “ottimizzatori ?) che permettono di ridurre perdite di produzione dovute al non uniforme ombreggiamento dei moduli o alla diversità delle caratteristiche elettriche dei moduli.

Considerato che la realizzazione dell’intervento comporta un incremento della producibilità dell’impianto, il GSE, come già precisato in Premessa, erogherà gli incentivi spettanti nei limiti della soglia massima di energia incentivabile, calcolata come rappresentato nell’ Appendice A del presente DTR.

La modifica della configurazione elettrica non potrà comportare, in nessun caso, un incremento dei benefici economici riconosciuti, se non previsto dalla normativa di riferimento.

Già questo è un obbrobrio!! Infatti ALCUN limite è mai stato posto in tutta le legislazione dedicata, alla producibilità degli impianti: La regola era ed è: ogni kWh prodotto ( a norma, ovviamente) viene incentivato secondo la tariffa incentivante vigente al momento dell’allaccio.

Il GSE NON PUO’SOSTITUIRSI ALLO STATO NELLO STABILIRE COSA VIENE INCENTIVATO E COSA NO!!!

Ma il peggio arriva con la lettura dell’Appendice A!!!!

…..In considerazione del limite previsto dei 6,7 miliardi di euro annui, per gli interventi sugli impianti incentivati in Conto Energia che comportano incrementi della producibilità oltre la soglia massima descritta nel seguito, si provvederà alla valorizzazione:

• di tutta l’energia elettrica immessa in rete, nella disponibilità del produttore, attraverso il Ritiro Dedicato, lo Scambio Sul Posto o la vendita al mercato libero;

• dell’energia elettrica eccedente la soglia*, nei casi di incentivazione tramite tariffa onnicomprensiva, alle condizioni previste dalla deliberazione 343/2012/R/efr per l’energia elettrica non incentivata.

Ora: stabilire una SOGLIA di incentivazione, laddove i contratti siglati al omento dell’allacciamento degli impianti non ne stabilivano alcuna, è OVVIAMENTE una modifica unilaterale dell’accordo, facilmente impugnabile con i consueti danni per la collettività quando il giudice darà torto al GSE ( esodati anyone?).

Inoltre il riferimento alla deliberazione 342/2012 sembra del tutto capzioso.

Infatti in quella delibera si fa riferimento agli impianti POTENZIATI,

che è cosa del tutto diversa da impianti rinnovati!!

il tocco finale è dato dal calcolo di questo valore soglia!!!

 *Il valore di soglia è calcolato come segue:

• nel caso di impianti con decorrenza dell’ incentivo di almeno tre anni solari (1° gennaio – 31 dicembre), è pari al valore massimo di energia prodotta, su base annua, negli ultimi di tre anni solari di decorrenza dell’incentivo antecedenti alla realizzazione dell’intervento di modifica, incrementato del 2% .

 • nel caso di impianti con decorrenza dell’incentivo inferiore a tre anni solari, è pari al valore di producibilità determinato a partire dalla stima delle ore di produzione regionali di cui alla Tabella 1 (“Stima regionale ?”) del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, 16 ottobre 2014. La Tabella 1 viene aggiornata e pubblicata dal GSE sul proprio sito internet entro il 31 luglio di ogni anno N, utilizzando le ore medie di produzione degli impianti fotovoltaici incentivati, differenziate in funzione della Regione italiana di localizzazione e calcolate sulla base delle misure valide dell’anno N-1, disponibili al 30 giugno dell’anno N. Per i soli impianti fotovoltaici a inseguimento, si considera il valore di producibilità attesa utilizzato per il calcolo del costo indicativo cumulato annuo degli incentivi in conto energia”

E’ chiaro che, per impianti che hanno avuto una difettosità

dall’origine, il valore soglia verrà ad essere calcolato su una

produzione falsata al ribasso!!!

Non si creda che sia raro: , MOLTO spesso e comunque MOLTO più

spesso di quanto si creda, un impianto fotovoltaico installato 3 o 4

anni fa non raggiunge che lo 80-85% della producibilità possibile

utilizzando lo stato dell’arte della componentistica attuale.

Questo per il combinato disposto di realizzazioni approssimative, pannelli di dubbia qualità, inverters starati, cablaggi sottodimensionati, dispersioni, rotture, etc etc etc.

Buona parte degli ex-installatori che ancora operano nel settore riescono a farlo proprio lavorando all’ efficientamento degli impianti installati. Una cosa, non c’e’ bisogno che lo ricordi, che va OVVIAMENTE nella direzione del superiore interesse collettivo.

In poche parole: il GSE si è arrogato il diritto di decidere LUI, cosa e quanto incentivare. Una cosa che è intollerabile e, peggio ancora, espone il paese ad un flusso di cause e ricorsi che hanno ottime possibilità di spuntare notevoli risarcimenti, con costi diretti per il sistema paese e per la collettività.

In ogni caso, a parte le OVVIE considerazioni in termini di Diritto, questa delibera sembra concepita per scoraggiare ogni adeguamento degli impianti dal momento che ridurrebbe i vantaggi ad un precostituito 3% per gli impianti già allacciati da almeno 3 anni o, addirittura, ad una tabella che riporta producibilità RIDICOLE rispetto all’attuale stato dell’arte.

Ad esempio , caso personale: per la Toscana è riportata, in tab 1, poco più di 1100 ore equivalenti annue, quando, è ben noto agli operatori, i rendimenti reali ed attuali sono almeno di un 20% più

alti. I nostri impianti, che sono appunto bisognosi di una sostituzione

dei pannelli che hanno una performance ridotta a poco più dell85% di quella nominale, hanno non di meno prodotto oltre 1250 kWh/kWp in questi ultimi tre anni. I nostri vicini stanno oltre i 1350 kWh/kWp.

Quelli che hanno installato gli impianti da meno di tre anni non hanno alcuna convenienza ma anzi solo un danno in caso di modifiche migliorative agli impianti.

E’ UNA VERGOGNA DA DENUNCIARE SUBITO!!!

Una bella interrogazione parlamentare?

Invitare per chiarimenti in commissione bilancio il Presidente e l’Amministratore delegato del GSE?

Anyone, anyhow, anywhere?

Un titanic di immigrati. E la CEE decide di investire meno che nel 2011

infografica immigrati morti 2015
tratto da tgcom24

Dall’inizio di quest’anno sono morti 1754 migranti mentre tentavano di raggiungere le coste dell’Europa felix.

Sul Titanic morirono 1518 passeggeri.

Dopo le tragedie di questi ultimi giorni dove sono morte almeno 900 persone si è riunito in sessione straordinaria il Consiglio Europeo, per fare il punto sulla strage in corso e per prendere provvedimenti.

I Media tradizionali hanno dato ampio spazio alle promesse di aumentare l’impegno raddoppiare frontex etc etc etc.

Ma come stanno le cose, in realtà?

Cosa hanno deciso, nel concreto ed al di la dei proclami a favor di telecamera i capi di stato europei?

Niente, sostanzialmente. Il titanic di migranti si è schiantato ancora una volta contro un iceberg di indifferenza.

Lo potete vedere da soli

in sintesi, ecco cosa è stato deciso al vertice:

  • Saranno compiute azioni per individuare e distruggere le imbarcazioni dei trafficanti prima che siano usate. Queste azioni saranno in linea con il diritto internazionale e il rispetto dei diritti umani. Si porterà avanti una cooperazione contro le reti dei trafficanti attraverso l’Europol e schierando funzionari per l’immigrazione in paesi terzi.
  • Saranno triplicati i finanziamenti alla missione di sorveglianza e salvataggio Triton. Il mandato di Triton non sarà modificato e continuerà a rispondere alle chiamate di soccorso dove necessario.
  • Sarà limitato il flusso dell’immigrazione irregolare e si eviterà che le persone mettano a rischio le loro vite attraverso la collaborazione con i paesi di origine e di transito, sopratutto i paesi attorno alla Libia.
  • Sarà rafforzata la protezione dei rifugiati. L’Unione europea aiuterà i paesi di arrivo dei migranti e organizzerà la ricollocazione dei migranti negli altri paesi membri su base volontaria. Chi non otterrà lo status di rifugiato sarà rimpatriato.

In conclusione, i due rappresentanti hanno specificato che la questione resta una priorità dell’Unione europea e i paesi membri ne riparleranno a giugno.

Tradotto in soldoni: faranno ( ma non dicono come, è semplicemente una dichiarazione di intenti, tipo: combattere la fame nel mondo) quel che avrebbero dovuto fare da tempo e triplicheranno l’investimento in triton il programma di soccorsi succeduto a frontex. L’Europa consentirà l’immigrazione in altri paesi che non siano quelli frontalieri solo su base volontaria e solo di quelli che verranno riconosciuti come rifugiati politici.

Quanto ci costa Frontex? circa 6 milioni di euro al mese, nel 2014 89 milioni di euro.

Il punto è che di questi  IL 40%  , 32 milioni , SONO SPESE AMMINISTRATIVE.

Restano quindi meno di 5 milioni al mese per far fronte alle emergenze.

E’ una cifra RIDICOLA se rapportata al budget europeo.

Siamo oltre 500 milioni di cittadini.

5 milioni al mese sono UN CENTESIMO PROCAPITE AL MESE.

Grazie alle nuove proposte arriveremo a spendere, se gli impegni verranno mantenuti,  Solo un poco di più di quello che spendevamo con Frontex.

Perchè la missione Triton costava circa 3 milioni al mese contro i circa 7 di frontex. SE passeremo a 9 milioni al mese, per un budget quindi di 108 milioni di euro, l’impegno per la CEE sarà INFERIORE a quello del 2011 di Frontex, che era di 115 milioni di euro.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il fracking è una boiata pazzesca. Lo dice la Cee

fracking infografic
fracking infografic

Avrete certamente sentito parlare del fracking, il nuovo distruttivo metodo per estrarre il petrolio da rocce che non lo consentirebbero, in questi ultimi mesi. Se non altro perché si era pensato di consentirlo anche dalle nostre parti, per aumentare la nostra produzione petrolifera.

Che sia una boiata pazzesca e una micidiale bolla finanziaria, anzi: un bubbone, che aspetta solo di esplodere con una virulenza superiore a quella della famosa crisi dei muti subprime lo diciamo da anni ed ultimamente lo dicono un poco tutti. Il punto è che in questi giorni, mentre si discute e si contesta il TTIP, il trattato che dovrebbe aprire le porte dell’Europa ai prodotti americani, anche quelli precedentemente non ammessi in Europa, si cerca di indorare la pillola facendo presente che tra questi arriverà un fiume di petrolio e di gas a buon mercato , direttamente convogliati dagli immensi giacimenti che il fracking ha reso disponibili.

Le cose stanno così? No, manco per niente. L’Europa, anche grazie alla traduzione in Italiano realizzata dallo staff di Dario Tamburrano, l’ha scritto chiaramente.

Ricordatevene quando sentirete parlare di questi argomenti dai nostri politici, che OVVIAMENTE ignorano questo documento.

E’ semplice e convincente.

Come lo è spesso la verità.

La privatizzazione inside. A margine del ddl Renzi sulla Scuola

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Con il permesso dell’autore, riporto un articolo che mi ha colpito.

Riformare tutta la struttura pubblica in senso dirigistico sembra ormai una costante del Renzipensiero.  Ma cosa resta della libertà di insegnamento?

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La nuova riforma, l’ennesima, della scuola. E di nuovo al centro la valutazione del merito e il potere dei dirigenti – chi assumere, quale offerta esibire sul mercato dell’educazione, chi premiare fra i docenti. Chi dirige decide perché conosce e giudica. Conosce?

Quando mi domandano gli amici com’è la mia scuola, se la consiglio per i loro figli, non so mai bene come rispondere. Dipende molto dagli insegnanti e cosa so esattamente dei miei colleghi? Le relazioni con gli adolescenti non sono la stessa cosa di un discorso in consiglio o in collegio. Nemmeno conta solo quanto sai delle tue discipline, conta quanto ami quello che sai, e sai farlo amare. Quanto ti piace tutta la situazione, il set della classe. E non è che le storie siano tutte uguali e piane. Sono storie, appunto.

Io entro in quinta sereno. Li conosco da cinque anni. Si scherza, qualche battuta mentre il tablet ci mette una vita a registrare i presenti. Tra i messaggi di saluto degli studenti anni fa uno mi fece molto piacere. Diceva io la ringrazio per quanto mi ha fatto ridere. È un po’ stupido, ma mi sono sentito così orgoglioso. Chissà se lo posso mettere nel curriculum.

Adesso siamo ad aprile, l’esame si avvicina, cresce l’ansia eppure anche una certa sensazione di libertà dalle scadenze ravvicinate. Conta come ci si presenta a giugno, in fondo. E comunque si sta bene. Loro seguono, domandano. Mi sembra che siamo complici di qualcosa di bello ed è come se fossimo già un po’ fuori dell’istituzione scolastica. Nella vita, diciamo, anche se asimmetricamente: io con molta roba alle spalle, loro davanti. Una mi fa leggere la poesia che le ha scritto un ragazzo, mi chiede che vuol dire: mi ama o no. Dice che ha scoperto Baudelaire, la foresta di simboli, le si è aperto un mondo, ma complicato.

Quando si fa storia e letteratura ci sono domande e prendono appunti – probabilmente pensano di sostituirli allo studio del manuale. Ma in ogni caso mi sembra che le cose vadano bene. Ci fosse qualcuno a vedere – immagino ogni tanto – sarei tranquillo. Mi farebbe quasi piacere.

In prima ce l’ho qualcuno che vede: c’è l’insegnante di sostegno. E non mi fa piacere. Mi sembra di essere un disastro. Quando entro c’è di tutto per terra e già mi girano. Tutte le volte faccio pulire e mi accorgo che a loro va benissimo: perdono un sacco di tempo con la scopa e la cassetta. Si respira nell’aria un misto pessimo di apatia e arroganza. Le cose da scrivere non sono state scritte, l’ascolto di quello che dico è una richiesta pressoché assurda – il braccio sdraiato sul banco, la testa appoggiata mollemente. Il gruppetto cinese vive a parte, con i suoi cellulari. Non sono stato capace di inventarmi nulla per farli partecipare a qualcosa. Dopo anni in Italia, non parlano, quando scrivono usano il traduttore di Google e non si capisce niente – però arrivano parole raffinatissime. Mi sento in colpa e questo non aiuta, anzi aggrava il mio giramento. Degli altri, c’è chi ha dimenticato il quaderno, chi ha il quaderno ma alcuni testi “mancano�? (non si sa come mai, destino), uno ha scritto sul foglio protocollo e adesso non ce l’ha perché Lei ha detto di portare i quaderni, profe. Chi ha sbagliato materia, chi ha sbagliato giorno, chi ha sbagliato scuola. Città, mondo. Chi ha un conflitto permanente con gli adulti e forse la vita stessa.

Qualche volta riesco a mantenere la pazienza e sono capace di spostarmi da quella situazione. Il più delle volte cado nel conflitto rabbioso e faccio banalmente parte della scena. Muro contro muro. Loro mi restituiscono il peggio di se stessi, io pure do il peggio di me. Tipo pagherete caro pagherete tutto. La collega che mi guarda mi mette ancora più in crisi.

Racconto questi disastri al consiglio e alla preside, la conosco da una vita e non ci sono problemi. Ma la valutazione qui è un racconto. Una cosa narrativa. Si può stilare una classifica delle storie, una classificazione del mio lavoro, già incasinato di suo, e una graduatoria fra le storie degli insegnanti? Per di più al fine di mettere qualcuno sul podio e qualcun altro nella polvere…

La lettura del disegno di legge Renzi sulla scuola mi ha lasciato di stucco.

La prosa de La Buona Scuola era in puro format seduttivo renziano. Anglicismi vari, promozione del prodotto, made in Italy, appello all’entusiasmo giovanile da conquistare all’azienda 2.0. Qui si torna alla prosa ministeriale. Si sarebbe tentati si dire di classica buropedagogia, ma in realtà di pedagogia c’è poco. C’è organizzazione. Certo, una riforma questo deve fare, occuparsi del contenitore. Ma per creare le condizioni di, predisporre gli strumenti per. La qualità di processi che sono viventi, non meccanici e burocratici. E dunque occorrerebbe avere un’idea della scuola da organizzare. Un’idea del sapere, del modo e dello spazio in cui si costruisce. Delle relazioni che lo attraversano e della cura che richiedono.

Un formatore aziendale una volta ha spiegato che si dovrebbe insegnare a pensare con la propria testa, e farne venire il desiderio. Qualcosa del genere farebbe bene a tutta la scuola: essere davvero autonoma, pensarsi e riconoscersi come luogo di ricerca e libertà. Ma bisogna dare voce e spazio, ricostruire un po’ di fiducia, un po’ di desiderio.

E invece non pare proprio.

Piano triennale di offerta formativa dai dirigenti delle scuole autonome. Albo regionale degli insegnanti neo assunti o in mobilità. Chiamata diretta del dirigente sui posti triennali. Premio di merito agli insegnanti migliori. Un mare di scuola-lavoro nei trienni.

Naturalmente finanziamento delle scuole paritarie, visto che la qualità pubblica dello spazio in cui si apprende non si vede proprio. Solo strutture para-aziendali che si misurano sui risultati raggiunti . Con la chiamata diretta tutti i docenti diventano fiduciari del preside in un rapporto di lavoro non dipendente, subordinato. Sono la squadra del capo. Così anche la libertà di insegnamento scompare. Alla fine si ricostruisce l’unità del mondo del lavoro, dalle fabbriche alle scuole, ma nella cancellazione della democrazia, dei diritti e della dignità personale.

Tutto il potere al dirigente e al suo cerchio magico. Si dice, è un sistema per sveltire le decisioni. Non perdere tempo in oziose discussioni.

Mi sa che è una vera ossessione di Renzi. Il capo che decide. Che non permette di perdersi in tanti discorsi. Perché la collegialità, i collegi docenti – così come i parlamenti – sono inconcludenti e noiosi con i loro conflitti. La democrazia, che palle.

Ma è buffa questa storia dei collegi docenti che discutono all’infinito.

Perché che non decidono gran che è vero, dato che le decisioni significative non passano proprio dagli organi collegiali. Arrivano. Cominci a parlarne e ci sono già, definitive. Nei collegi, immersi in una depressione alimentata di rabbia impotente, la grande paura è che una discussione si apra. Che inizi qualcosa che può ritardare la chiusura, la liberazione. C’è una bizzarra democrazia del voto, modello parlamento renziano: tu parli e dopo poco qualcuno alza la mano per dire, Si vota? Quando si vota? Non la tiriamo per le lunghe, l’importante è finire… Come se per degli insegnanti fossero solo una perdita di tempo le parole. Come se una comunità intellettuale, e anche affettiva, non crescesse anche nello stile con cui si confronta, si racconta, argomenta. Va be’, non sono più i tempi.

E tuttavia la cosa più sorprendente del DDL è la storia della mobilità. Della ex mobilità. Forse troppo stupida per essere vera. Chiaro che per gli insegnanti neoassunti non c’è più il posto fisso a tempo indeterminato. Che pretendono, entrano in ruolo, faranno quello che gli dicono di fare. Per quelli più vecchi, privilegiati, sembra di capire che il posto resta a condizione che non ti azzardi a chiedere trasferimenti, perché allora entri nel calderone dal quale chiamano i capi. Ti danno l’incarico per tre anni, chissà dove, poi devi rinnovare il contratto o farti richiedere da qualche altra squadra del campionato regionale. A regime tutte e tutti saranno nelle condizioni di una garantita precarietà. In certe parti d’Italia verranno fuori scelte un po’ strane, che qualche intellettuale chiamerà clientelari o familistiche, ma tutto sommato avranno una qualche legittimità: se devi scegliere e assumerne la responsabilità che fai, ti fidi di quello che c’è nel curriculum o di una/o che conosci personalmente? Ma mi domando che succede a quelli che non vengono chiamati, quelli non di prima scelta. Mica tornano a casa mogi, anche oggi non si lavora. Andranno nelle scuole più sfigate probabilmente. Cioè dove ci sarebbe bisogno dei docenti bravi, più motivati eccetera.

Sembra quando si giocava a calcio al campetto, da ragazzi. Si faceva pari o dispari e poi i due capi squadra sceglievano. Prima i più forti, poi alla fine i ciccioni e gli imbranati. Adesso quali saranno i dirigenti che scelgono per primi non lo so. Né che succede se tutti vogliono il campione. Comunque la partita finiva ogni tanto quando il proprietario del pallone decideva di andare via. Ma non mi pare dicesse sempre, Tanto ho vinto io, fatevene una ragione. Erano altri tempi.

 

ndrea bagni

Il vero costo dell’energia rinnovabile

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aggiornamento maggio 2016

Quante volte vi hanno parlato dei miliardi e miliardi che vi costa il conto energia che premia i biechi speculatori del fotovoltaico e dell’eolico?

la verità è un’altra: il fotovoltaico e l’eolico dalla loro introduzione hanno contribuire a calmierare il costo dell’energia elettrica per una utenza domestica media. Ecco qui l’andamento negli ultimi anni. Come vedete, si tratta della parte in violetto, i vari contributi A3, A2, etc etc sono aumentati di circa 2 centesimi. Ma l’energia elettrica immessa dal fotovoltaico ha contribuito a diminuire, specialmente negli ultimi otto nove mesi, di quasi altrettanto il prezzo del kWh sul mercato elettrico. Il risultato è che l’aggravio è stato quasi interamente recuperato e in realtà non fosse stato per il contributo dell’energia rinnovabile i costi netti, causa aumento del costo del gas del carbone e del petrolio, sarebbero già risaliti  ben oltre i livelli del 2009-2010. Invece  AL NETTO DI TUTTO,  l’aumento è stato modesto. In realtà nel corso del 2014, i costi sono ancora sensibilmente diminuiti sul mercato elettrico, sempre grazie al fotovoltaico ed all’eolico (che vendono anche a meno di 3 centesimi al kWh), di oltre due centesimi, ma gli utenti finali non se ne sono accorti perché il calo è stato interamente assorbito dai gestori della rete. Si parla, su base annua di quasi 10 miliardi di euro che sono andati a finire in….dividendi.  Curioso che QUESTA non venga vista come una bieca speculazione…

La morte di Uomo. A 408 anni

Da Commenti dalla collina, http://malthusday.blogspot.it/2014/05/uomo-si-e-spento-alleta-di-408-anni.html

Questa mattina il medico legale ha confermato che Uomo, l’auto-rappresentazione astratta dell’umanità, è morto lunedì mattina per un’overdose di petrolio all’età di 408 anni. L’annuncio ufficiale conferma quindi le voci circa l’abuso di sostanze stupefacenti e non smentisce le indiscrezioni secondo cui potrebbe trattarsi di un suicidio. La magistratura ha aperto un’inchiesta ed ha disposto l’autopsia. Accertamenti sono in corso anche da parte della Guardia di Finanza e della Polizia Postale in merito alle proprietà ed alle recenti attività del defunto.

In attesa della conclusione delle indagini, i più stretti collaboratori di Uomo non si capacitano dell’accaduto. Il suo migliore amico e confidente, Technology, ritiene che si sia trattato di suicidio.
Sicuro, a Uomo piaceva la bella vita” ha detto durante la conferenza stampa di martedì scorso, “ed era uno che si faceva forte, ma non era tipo da perdere il controllo. No, sono sicuro che lo ha fatto intenzionalmente. Giusto un paio di settimane fa eravamo sulla terrazza di casa sua e guardavamo la Luna ricordando il viaggio che ci facemmo insieme e lui mi ha detto: – Sai, Tech, quelli si che erano bei tempi! Mi chiedo se ci capiterà mai più una cosa del genere. — Notai che aveva gli occhi carichi di lacrime e non era cosa da lui! Anche se, bisogna dire, negli ultimi anni era sempre più spesso di umore triste e nostalgico. Io ho provato a consolarlo parlandogli di andare su Marte eccetera, ed abbiamo parlato ancora a lungo, ma vedevo che il suo cuore era altrove.”
Altre fonti riportano però una storia molto diversa:
Era terribile” racconta un dipendente che ha chiesto di mantenere l’anonimato “ Si faceva ogni giorno di più: mattina, pomeriggio e sera, e quando non si sentiva abbastanza gasato si sparava un’altra dose di qualunque cosa. Avreste dovuto sentirlo quando urlava come un pazzo e tirava pugni nel muro! Tutti noi del personale di casa sapevamo che prima o poi sarebbe successo. Le quantità che si faceva erano incredibili e mica solo di petrolio!. Alcuni dei suoi amici gli dicevano di smettere, o perlomeno di diminuire, ma lui non ascoltava più nessuno.”

Una tumultuosa saga familiare

E’ sempre stato di indole rivoluzionaria” ha dichiarato Clio, la Musa della Storia, in un’intervista esclusiva rilasciataci nel suo ufficio sul Parnaso “In parte questo è dovuto all’ambiente in cui è nato e cresciuto. Se ricordate, nacque in casa di Sir Francis Bacon ed è cresciuto in mezzo alle persone più colte, brillanti ed influenti del tempo. Un immagine astratta dell’umanità cresciuta in mezzo a gente come quella non poteva che tentare imprese senza precedenti, sapete. Comunque, io credo che ci sia anche una forte influenza familiare. Ai suoi tempi, anche suo padre era stato un bell’originale!”
In effetti, anche se oggi è completamente dimenticato, il padre di Uomo, Servodidio, l’auto-rappresentazione astratta dell’umanità medioevale europea, è stato anche lui un personaggio a modo suo mediatico.
Star di un dramma morale tremendamente popolare ai suoi tempi, fu infatti il soggetto di un’infinità di biografie e di scandali. Servodidio era però nato in un tugurio in aperta campagna, dal fortuito incontro tra una gentildonna romana ridotta in miseria dal fisco imperiale e di un guerriero germano in fuga dalle invasioni unne. Per secoli aveva dovuto lavorare e combattere duramente, solo per sopravvivere, ma col tempo era riuscito a diventare una delle figure più ricche ed influenti della storia europea e mondiale. Più tardi l’arteriosclerosi lo indementì progressivamente, ma lasciò comunque un immenso patrimonio a suo figlio, malgrado fossero in disaccordo su tutto. Per tutto il diciassettesimo ed il diciottesimo secolo le furiose liti fra padre e figlio hanno riempito la stampa di storie interessanti e gustosi pettegolezzi, praticamente fino alla rottura definitiva a proposito della teoria dell’evoluzione di Darwin, nel 1859. Ma già a quell’epoca Uomo era saldamente al timone dei popoli europei, tanto che quando Servodidio morì se ne accorse una sola persona,  un certo Fredich Nietzsche che  avvertì l’odore del cadavere abbandonato insepolto! 
Neanche suo figlio, Uomo, ci aveva fatto caso, forse perché all’epoca già cominciava ad avere dei problemi con l’abuso di droghe. 
All’inizio usava solo il carbone” ricorda Technology “Beh, a dire il vero ci facevamo entrambi col carbone. Era la moda in quei giorni. Costava poco, era di buona qualità e potevi averne quanto ne volevi; tutti lo usavano negli ambienti “cool”. Ricordo un viaggio che facemmo insieme su una delle prime locomotive. Faceva trenta chilometri all’ora e ci sembrava correre come il vento! Come eravamo spensierati a quei tempi!
Clio conferma questa affermazione. “Io credo che Uomo non avesse la minima idea del tunnel in cui si stava infilando col carbone” ha dichiarato “Il carbone era popolare nei circoli d’avanguardia e nessuno sapeva gran che circa le conseguenze nel tempo dell’abuso di combustibili fossili. Fu proprio allora che iniziò la sua campagna per la conquista di Natura e si rese conto molto presto che non poteva tenere il confronto senza un sostegno artificiale. Fu li che cominciò la vera tragedia.”


La conquista di Natura.

Quando esattamente Uomo decise di conquistare Natura rimane una questione aperta. “Ogni biografo ha la suo opinione in proposito” ci ha spiegato Clio, mostrando una libreria intera di volumi sulla controversa carriera di Uomo “Alcuni fanno risalire questa decisione all’influenza del suo padre adottivo, Bacone, o degli altri maestri che ebbe da bambino. Altri sostengono che l’ispirazione gli venne dalla folla in mezzo a cui visse fra il diciottesimo ed il diciannovesimo secolo. Lui era solito dire che si trattava di un affare di famiglia e che tutti i suoi antenati avevano avuto questa idea, fin dall’età della pietra, e che lui era solamente quello che ci era finalmente riuscito.   Ma non ci sono prove in tal senso. Prendete la carriera di Servodidio, ad esempio, e troverete che aveva sempre avuto molto senso pratico ed attenzione ai suoi interessi, ma il suo scopo ultimo era la salvezza dell’anima, non la conquista di Natura.”
La faccenda di conquistare Natura?” ha detto Technology “Ci pensava fin da quando eravamo giovani. Io credo che abbia preso l’idea dal padre adottivo o da uno degli amici di lui, ma per quanto ne so non ci ha dato peso fino a non molto tempo fa. Posso sbagliami, sapete, non lo conoscevo molto bene a quei tempi. Io mi occupavo delle mie cose, sapete, costruire chiese e fortezze, mulini, robe così. Non ci siamo frequentati molto finquando non siamo stati entrambi coinvolti nella faccenda del carbone. Ci facevamo entrambi, ma io ero anche procacciatore e lo potevo fornire più a buon mercato di chiunque altro perché ero l’unico che sapeva come usare il vapore; nessun’altro sapeva come fare. Per questo diventammo amici e ci siamo davvero divertiti un sacco insieme. E di tanto in tanto, quando era fatto ben bene, mi diceva che Natura doveva appartenergli e che un giorno o l’altro avrebbe arruolato un esercito per conquistarla.
A me non me ne sarebbe importato niente, se non fosse stato per gli affascinanti problemi tecnici che Uomo mi poneva. Aveva capito come facevo a procurare tanto carbone così a buon mercato ed aveva intuito che poteva usare gli stessi aggeggi nella sua guerra contro Natura. Per me, sapete, era solo un gioco. Per Natura o contro Natura, non mi fa differenza: A me, datemi un problema difficile, lasciatemici lavorare e sono felice. Di tutto il resto non mi può fregar di meno
.”
Ma non era un gioco per lui. Mi pare che fosse il 1774 quando mi mise seriamente a lavoro sul suo progetto. Ricordo che cominciò ad arruolare dei mercenari e ad accumulare denaro ed attrezzature di ogni genere per la guerra. E voleva soprattutto armi da fuoco e macchine a vapore che erano il top dell’epoca. Così mi chiese di far funzionare fabbriche di ogni genere, ferrovie, navi a motore e tutto il resto. Già alcuni dei suoi avevano da tempo varcato il confine e preso parti di territorio, ma fu solo alla fine del diciottesimo secolo che l’invasione cominciò in modo massiccio e sistematico. A quei tempi eravamo spesso insieme in prima linea, in mezzo ai soldati che lui arringava parlandogli del glorioso futuro dell’umanità quando avesse conquistato Natura. Ed i soldati lo adoravano e subito davano di piglio agli strumenti ed alle armi e si lanciavano alla conquista di altri territori“.


Gli anni del trionfo.

Fu nel 1859, ricorda Technology, che Uomo usò per la prima volta il petrolio. “Aveva appena avuto la sua lite più violenta con suo padre, a proposito di quel Darwin; in effetti da quella volta i due non si sono parlati mai più. E Uomo era ancora estremamente agitato quando venne a sapere che quel tale, Edwin Drake mi pare, aveva trovato in Pennsylvania qualcosa di ancora meglio del carbone. Naturalmente Uomo lo volle provare subito ed io anche e – Hey! – quella si che era roba! Continuammo ad usare il carbone, naturalmente, anche tanto e più tardi anche gas ed uranio, ma niente, assolutamente niente era come il petrolio!
Ma la cosa principale fu che Uomo capì che quello era esattamente ciò che gli serviva per completare la sua conquista. I suoi avevano già preso molto, allora, ma non tutto, forse nemmeno la metà e Uomo aveva problemi anche a controllare territori già conquistati. C’era guerriglia dietro le linee, e problemi di ogni tipo. Lui era sempre allo stato maggiore incitando i suoi ufficiali e pensando sempre a come fare a vincere la guerra una volta per tutte. “La devo avere Tech – mi diceva quando era stanco e si rilassava con una flebo di petrolio – Ho conquistato la distanza, la terra, la superficie del mare, ma non è abbastanza. Io voglio tutto!” E, sapete, ci è andato molto, molto vicino.”
Il petrolio era la chiave del successo – Spiega Clio – Non era solo Uomo a farsi di petrolio; tutti i suoi lo usavano e nei tempi brevi il petrolio è una droga incredibilmente potente: conferisce a chi lo usa un slancio ed un’energia che bisogna vedere per poterci credere!  Intere province di Natura che erano rimaste inespugnabili per un secolo caddero al primo attacco non appena i soldati di Uomo seppero come usare il petrolio“.
Il risultato fu che intorno agli anni 1960 la conquista era praticamente completata. Restavano, solo dei presidi arroccati in zone particolarmente impervie ed un po’ di guerriglia partigiana, ma niente di preoccupante. Uomo ed i suoi erano convinti che, oramai, fosse questione di poco e che presto Natura sarebbe stata conquistata completamente e definitivamente.
Ma quello fu anche il periodo in cui tutti quegli anni di abuso di carbone, di petrolio e d’altre sostanze tossiche cominciarono a presentare il conto.


Gli anni del declino.

Non ricordo quando accadde esattamente – racconta Technology – ma ci fu una lite fra gli spacciatori. Quelli che avevano la roba migliore erano degli arabi che ad un certo punto si incazzarono e per un po’ smisero di venderlo. Così lui si rivolse ad altri, ma venne fuori che il tizio della Pennsylvania era fuori gioco da tempo e che anche i suoi amici del Texas e della California non ne avevano più abbastanza. Così Uomo andò in crisi d’astinenza. Che momenti! Lo portammo in ospedale ed il dottore lo spedì subito in riabilitazione“.
I documenti del periodo della riabilitazione sono commoventi – ci ha detto Clio – Cominciava a disintossicarsi ed a convincersi che ridurre le dosi era cosa saggia da fare. Ma poi, alla prima difficoltà un po’ seria, ricominciava e dovevano riportarlo in ospedale. Intanto la guerra contro Natura andava peggio perché anche l’altra parte stava modernizzando le sue tattiche. Circolavano indiscrezioni su trattative per un cessate il fuoco, o addirittura per un trattato di pace fra lui e Natura.”
Quando andavo a trovarlo in clinica – narra Technology – era sempre stanco. Pareva vecchissimo, come suo padre che però era morto a più di 1.400 anni. Era anche depresso e parlava solo dei suoi malanni. Io credo che in quel periodo avrebbe potuto smettere, tirarsi fuori dalla droga e raddrizzare la sua vita. Davvero pensavo che avrebbe potuto farcela e per aiutarlo gli portavo dei pannelli solari, delle case passive, dei contraccettivi… giocattoli così, tanto per interessarlo a qualcos’altro che il petrolio e la conquista.  Sembrava che gli piacessero e con gli altri amici eravamo pieni di speranza per lui; ma non andò così”.
Ricordo bene l’ultima volta che andai a trovarlo in riabilitazione. Mi dissero che se ne era andato, così corsi a casa sua e lo trovai circondato da un nugolo di prestigiatori che dicevano di aver trovato il modo di rendere inevitabile una crescita economica infinita. Lui era euforico, rideva e dava gran pacche sulle spalle a tutti, parlando come un fiume di grandi idee e di ancor più grandiosi progetti. Apparentemente era tornato quello di una volta, ma ricordo come fosse ieri lo sguardo di Scienza, che se ne stava sola in un angolo. “Che c’è Scienzy? Perché fai quell’aria da menagramo? “ Le chiesi. Io, lei e Uomo eravamo stati come fratelli per secoli. – Non lo vedi? – Mi rispose – non mi meraviglia, sei sempre stato un superficiale, ma ti dico che Uomo si è fritto il cervello. Quello che dicono quei tizi non ha senso e lui blatera per convincere sé stesso.- Mai parole mi fecero più male di quelle! Oh, certo, dopo abbiamo fatto ancora tante cose insieme a Scienzy, quando trovammo il Bosone, per esempio, che sballo! Una festa fantastica, ma qualcosa fra noi si era rotto per sempre ed infatti le cose cominciarono ad andare di male in peggio.”

Gli ultimi anni

Gli ultimi anni della carriera di Uomo come astrazione della razza umana furono travagliati.
Malgrado le armi sempre più potenti ed i soldati sempre più numerosi, la guerra contro Natura non andava bene.- Spiega Clio –Le truppe di Uomo controllavano tutti i territori principali e le città, ma c’erano rivolte ovunque. Batteri antibiotico-resistenti, erbe infestanti inattaccabili dai diserbanti, tempeste, terremoti e via di seguito. La battaglia di Fukushima, ad esempio, fu un disastro per Uomo”.

 Il morale delle truppe era sempre più basso e molti non erano più tanto convinti di quel che facevano. C’erano anche diserzioni; gente che abbandonava il fronte, o addirittura che passava bellamente dall’altra parte. Quelli che restavano lo facevano per abitudine o, soprattutto, per soldi ed i soldi stavano diminuendo. Fra il costo della guerra, quello per controllare e continuamente fortificare il territorio, il folle tenore di vita di Uomo ed il costo esorbitante della sua droga, Uomo era in grossi problemi finanziari. Ci sono buoni motivi per ritenere che fu per fronteggiare queste spese che durante gli ultimi anni della sua vita Uomo finì coinvolto in una spirale di debiti e di truffe.
Nel frattempo, Uomo stava restando sempre più isolato. “Si accompagnava sempre più spesso a gente davvero losca, oppure a pazzi visionari, mentre aveva voltato le spalle alla maggior parte degli amici di un tempo – afferma l’anonima fonte citata sopra – Con Arte, Letteratura e Filosofia aveva già da tempo smesso di parlare perché gli ripetevano che doveva smettere di strafarsi. Ma anche con altri…. Ricordo l’ultima volta che Scienza venne a trovarlo. Era molto in ansia e voleva parlargli della situazione dell’atmosfera, ma lui la buttò letteralmente fuori di casa e le sbatté la porta in faccia urlando: – L’atmosfera è mia, cazzo! Ci faccio quel che cazzo mi pare con la mia roba, traditori voltagabbana! Questi vogliono tornare nelle caverne!” Poi ebbe un collasso e lo portammo a letto. Ultimamente scenate così erano diventate routine.
A quanto pare, l’ultimo a vedere vivo Uomo è stato il suo vecchio amico Technology. “ Sono andato a casa sua lunedì pomeriggio, ricorda, ci andavo molto spesso e si parlava del più e del meno. Quella volta cominciò a vaneggiare di supercomputers onniscienti, di corpi robotici immortali, di resurrezione dei morti sotto forma di softwhere e robe del genere.
“Ascolta Uomo, gli dissi, se ti interessa questa roba devi parlarne con Religione. Immortalità ,onniscienza, resurrezione ecc. sono il suo campo, non il mio. Ma avevano rotto da tempo e lui non ne voleva più sapere di lei. Così cambiò discorso e cominciò a lamentarsi che il petrolio che gli avevo portato dal North Dakota era un vero schifo. “Lo so bene, gli risposi, ma cosa vorresti che facessi? Io posso pomparti fuori quel che c’è, non quel che vorresti. Questa è la roba che rimane e se non ti piace faresti meglio a farti durare quel poco di brent che ancora rimane. Allora partì con una delle sue scenate lamentose. Mi disse che era colpa mia se il petrolio era sempre meno e sempre più cattivo, colpa mia se la guerra andava male, colpa mia se non avevamo conquistato Marte, e via di seguito. Quindi uscì sbattendosi dietro la porta e non lo ho più visto vivo. Avrei dovuto andargli dietro e parlargli; raccontargli un’altra favola sui viaggi interstellari o sulla macchina del tempo. Forse si sarebbe calmato e sarebbe ancora vivo. Ma in fondo per cosa? Che significato aveva più la vita per lui? A me manca il più grande amico di sempre, ma lui, forse, sta meglio adesso,”

Una travagliata eredità

L’improvvisa morte di Uomo lascia molte domande in sospeso.
Quando Servodidio morì di arteriosclerosi – Spiega Clio – Tutti sapevano chi ne avrebbe ereditato il ruolo. Anzi, già da molto tempo Uomo aveva sostituito suo padre nel ruolo di immagine idealizzata dell’umanità e ne gestiva la grande eredità. Invece Uomo è morto senza testamento e sono parecchi gli aspiranti alla successione. Inoltre, la sua eredità è nel caos più totale e ci vorranno decenni per capire se davvero ha lasciato qualcosa ed a chi”.
In attesa della conclusione delle indagini, l’Autorità Garante del Fato, Ananke, ha diramato un succinto comunicato stampa che riportiamo in integrale:
Prego tutti di accettare i sensi della mia simpatia per la tragica fine di Uomo, colui che avrebbe voluto conquistare la Natura. Colgo l’occasione per consigliare ai figli umani di Gaja di procedere alla scelta della loro prossima immagine collettiva in modo che risulti meno megalomane ed autodistruttiva”.

Una recente immagine di repertorio di Uomo

Come si uccide un paese?

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Come si uccide un paese? Mettiamola così: ci si inventa, all’improvviso che la credibilità del debito pubblico di quel paese è pessima, si sottopone ad una cura micidiale che si chiama shock economy e si macella. Poi ci si mangiano i pezzi ancora sanguinolenti. Certo: il paese medesimo si è fatto condurre piuttosto docilmente al macello, fidando nel suo pastore che invece si era già messo d’accordo con il carnefice. Comunque cambia poco: Il nostro paese nella sua sgarrupatezza non era, dal punto di vista del pil, messo significativamente peggio della pur sgarrupatissima inghilterra (linea in rosso) o della Francia. Ma era ricattabile e contendibile. L’Europa (rectius: le banche degli altri…) NON voleva la nostra salvezza. Semplicemente voleva rientrare, con le cattive, della sua esposizione nei confronti del nostro paese. Ottenuto questo, peggio per noi.

Una domandina: vogliamo continuare cosi o decidiamo che forse è il caso di denunciare i lacchezzi altrui, e specialmente i lacchezzi di chi con fiero cipiglio , ha imposto a noi cicale di darci una regolata? ma sono tutte cose dette e stradette, note e stranote. Non vi farò certo qui su Crisis il riassunto del bi e del ba. Per quello se volete, c’e’ Bagnai. Oppure Gavronsky… Volevo solo farvi fare una autonoma e rapida riflessione sula base di questo grafico. Un disegnino vale più di mille parole. Forse è per quello che nelle caverne si facevano tanti disegnini….In goni caso al prossimo che viene a parlare di spending review un bel STIKA!! ci sta tutto…

Gnam, burp e stanno ancora addentando…

La lavandaia di Via dell’Oche

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Per quelli che non comprendessero che razza di categoria è la Lavandaia di Via Dell’Oche agevolo un rapido ripasso.

Una lavandaia che si rispetti, quindi, indossati cuffietta e grembiulino, si mette a fare i conti, possibilmente semplici, meglio ancora se elementari, in modo da sbugiardare il propinatore a favor di media di numeri casuali di turno. Il nostro Premier ha annunciato, recentissimamente, che non ci sarà alcuna manovra aggiuntiva in autunno. Da molte parti si parla di un buco di 20 miliardi, da chiudere in qualche modo.

Si tratta dell’1.5% del PIL, 700 euro a famiglia, una cifra importante.

Intanto i numeri: il governo sostiene che la crescita del paese nel 2014 passerà dallo 0.8 previsto allo 0.2%. Su questi numeri stanno tutti se non peggio. Il problema è che questi numeri sono peggiorati di trimestre in trimestre e non mostrano segni di ripresa. A Dicembre il Governo prevedeva l’1.1.% di crescita nel 2014 e su quello aveva costruito la legge di stabilità. A Gennaio già molti avevano stimato una crescita dimezzata tra lo 0.5 e lo 0.6%. A Giugno Molti, ad esempio confindustria, prevedono appunto una crescita dello 0.2% All’appello quindi, solo per questo, mancherebbero circa 15 miliardi. Ma il punto è che siamo solo a metà anno è la situazione è già notevolmente degradata. In buona sostanza, trimestre 2012 su trimestre 2013 il confronto continua ad essere negativo. SE va bene, cosi come siamo L’Italia è già fuori dal percorso scelto dall’Europa a forza di Two Packs, Six Packs e contropaccotti vari. Quanto manca? beh, intanto un mezzo punto percentuale dovuto alla mancata crescita. sette miliardi. E poi circa altrettanto per raggiungere gli obbiettivi teorici imposti dall’Europa.

Ma la lavandaia si è già annoiata e sta sul semplice: Per stare alle notizie recenti, riferite a maggio, abbiamo un aumento del debito di 20 miliardi, a fronte di un aumento delle entrate di circa 800 milioni (rispetto al 2013).  Saranno pure numeri particolari, le cose cambieranno nei prossimi mesi etc etc. Ma capite bene che un aumento di un punto e mezzo percentuale in un mese del debito pubblico è una cosa enorme. Un caso isolato? Sostanzialmente no. Da inizio anno il debito pubblico è aumentato di  96 MILIARDI DI EURO. Quasi il 6 % del Pil.

Per la lavandaia è molto semplice: Siamo già fuori del 3% dai parametri di stabilità. Lei è una lavandaia, gli scappano le finezze contabili. Osserva solo come è SOMMAMENTE poco probabile che il bilancio dello Stato passi, all’improvviso, in attivo nei sei mesi del 2014 che restano. i 96 miliardi diventeranno qualcosa di più, forse MOLTO di più a fine anno. Alla lavandaia risulta che il limite del deficit al 3% di PIL significa, nel concreto, a PIL stazionario ( per ora gli analisti quello dicono) che si potrebbe arrivare a un deficit di circa 50 miliardi di euro, 2014 su 2013. Siamo già fuori di 40 miliardi. Oh, si, certo le cose sono MOLTO più complicate di così. Ma stiamo sul pratico: una manovra a Settembre è certa, giustappunto, come le tasse.