Picco del petrolio e picco dell’oro: tempo di ammissioni

ziopaperone dollari

Se leggete un articolo qualunque da una fonte qualunque sul tema: oil shale, fracking, tight oil&compagnia cantante, una delle prime cose che vi dira è che il crollo dei prezzi attuali è dovuto alla sovrapproduzione, causata dalla massiccia ondata di petrolio in arrivo dallo sforellamento compulsivo chiamato fracking. Non è che non sia, strettamente parlando, vero: l’economia mondiale ha rallentato, le energie rinnovabili cominciano a produrre quote crescenti di energia elettrica e, in buona sostanza, la domanda di petrolio è aumentata ma non quanto l’offerta. Che il petrolio sia estremamente reattivo alle oscillazioni domanda/offerta, è cosa nota. I prezzi sono decisi dall’ultimo barile venduto e l’ultimo barile venduto è anche quello più caro. Bastano piccole oscillazioni nella domanda per provocare grandi oscillazioni nei prezzi. In sostanza oltre i due terzi della produzione derivano da pozzi a costi di estrazione relativamente bassi, per lo più in giacimenti noti e sfruttati da decenni. I pozzi di nuova realizzazione, e fra questi, ovviamente, quelli che utilizzano il fracking, vanno a coprire solo gli ultimi % della domanda e possono funzionare solo a prezzi del petrolio oltre i 60-80 dollari. Fin qui tutto chiaro. Ora viene però la parte interessante: come saprete, se no non sareste lettori di crisis , sono dieci anni che aspo ed un po tutti noi conduciamo una (quasi) solitaria battaglia per vedere riconosciuto in primo luogo il concetto stesso di peak oil ( battaglia quasi vinta, ad onor del vero) in secondo luogo il fatto che il peak oil è prossimo e produrrà effetti imponenti sulle economie di tutto il mondo, costituendo un vero e proprio spartiacque nella storia economica e sociale dell’umanità.

Ecco: questa seconda parte, visto quel che implica a livello di scenari, è quella che i media main stream si rifiutano di avvallare ed anzi irridono, minimizzano, combattono confutano, dispregiano etc etc. Si direbbe che l’attuale crollo dei prezzi renda ancora più difficile il compito di aspo e più ardua la battaglia per far valere i suoi dati, scenari e proiezioni. Ed in effetti MOLTI, come vedete dai links, hanno scritto della fine del peak oil.

Il punto è che non solo le cose non stanno cosi ma presto, MOLTO PRESTO, gli stessi produttori dovranno, ripeto DOVRANNO ammettere ed anzi far proprio il concetto di peak oil. Perchè? per gli stessi motivi per cui lo stanno facendo i produttori d’oro! A causa dell’analogo crollo deli prezzi, ridotti a poco più della metà di qualche anno fa, l’oro è estratto in perdita o con guadagni estremamente marginali in buona parte delle miniere mondiali. Chiudere una miniera è una operazione estremamente gravosa che si preferisce non fare in quanto i capitali necessari alla sua riapertura sono ingenti e possono superare quelli dell’apertura di una miniera nuova. Quindi si preferisce, per ora, produrre in perdita o quasi, pur di mantenere la capacità estrattiva, contando su un aumento della domanda; o meglio: si ASSICURA che la domanda risalirà. Perchè? Perchè l’oro è una risorsa finita e nel 2014 o 2015 dovremmo raggiungere il picco della produzione!!. 

Chi l’ha detto? un poco tutti gli analisti ed operatori in ordine sparso  ma eccone uno per tutti il CEO della piu’ grande società mineraria del settore sul Wall street journal, credo che basti. La cosa è clamorosa, converrete: il peak gold diventa la chiave di volta della strategia di sopravvivenza dei produttori: niente peak gold, niente rifinanziamento da parte degli azionisti, niente Società minerarie del settore. Per sopravvivere devono non solo ammettere ma PUNTARE sul peak gold!

La stessa storia si ripeterà, si DEVE ripetere PRESTO e su scala MOLTO più grande, nel settore petrolifero: l capitali a rischio default, investiti nel fracking, ammontano a trilioni di dollari, un multiplo di quelli messi a rischio dalla famosa crisi dei mutui subprime. SE davvero il picco del petrolio non fosse prossimo, se davvero i “cornupiani” avessero ragione, l’intero settore negli USa sarebbe spacciato. Con lui il sistema bancario americano etc etc etc ( senza contare le centinaia di migliaai di posti di lavoro creati nel settore). QUINDI? Quindi per evitare il panico e/o ottenere finanziamenti da parte della fed, con qualche creativa forma di quantitative easing esiste solo una strada: garantire che i capitali investiti torneranno e on alle calende greche ( i pozzi hano durate limitate, ne caso dle fracking). C’e’ un solo modo, ammettere, prima a denti stretti poi a a voce alta, poi urlandolo a squarciagola che…che che… IL PEAK OIL E’ UNA REALTA’!!

 

Genova: NATURALMENTE la situazione di rischio era stata prevista

Ecco qui, nero su bianco una previsione di esattamente 24 ore prima e non è l’unica. “Domani, infatti, già dal mattino, è forte la probabilità di avere fenomeni intensi e persistenti, anche se molto localizzati, soprattutto nella provincia di Genova.

Chiaro?!!!!

Non vi basta? Volete ulteriori prove della terribile sottovalutazione della situazione?

Eccole!!

 

Genova 2011 Genova 2014 dodici piccole differenze: determinare quali

fermo immagine alluvione 2014 torrente ferreggiano

video ferreggiano 2014 video ferreggiano 2011

Salve a tutti. come avrete notato , è tanto che non scrivo. La dico in breve: ho da fare!!! Detto questo: Su Genova e l’ennesima alluvione ci sarebbero da scrivere decine di post. Peraltro è stato scritto tutto quel che c’era di scrivere in merito in occasione degli eventi  degli ultimi anni. OGNI SINGOLA VOLTA le amministrazioni hanno giurato e spergiurato che sarebbe stata l’ultima, perché il sistema di monitoraggio, l’allerta meteo, la sistemazione idraulica del territorio, il nowcasting, il post processing, il downsizing, la rete dei volontari, la macchina dei soccorsi… Bla bla bla ed ancora bla. E’ arrivato il clima cuberpunk cari miei ed ora ce lo sciroppiamo. Il punto è che questa volta è andata PEGGIO del solito. La nuova amministrazione, che era stata , che che se ne dica preallertata, tanto è vero che si trovano ancora i bollettini di allerta meteo, oltre a molti allarmi ed allerte sui principali siti meteo italici e sopratutto che già dal primo pomeriggio diciamo intorno alle 16, sapeva che la situazione era critica in molti corsi d’acqua, NON HA FATTO,  UNA BEATA MAZZA!! O quasi. Come del resto in tutto il tempo passato dai tragici giorni del 2011.Uh, beh è una affermazione audace, perfino diffamatoria, vero? Diciamo che è una affermazione straordinaria che richiede prove straordinarie. Bene , come ho detto, ho poco tempo e voi, lo bene, meno di me. QUINDI vi do UNA prova straordinaria e ve la dovrete far bastare. Si tratta di due video dell’esondazione del torrente Fereggiano, uno della notte di ieri, 9 ottobre 2014, uno del pomeriggio del 2011. Nel 2011 ci furono PROPRIO LI, sei morti, povere persone travolte dalla piena. PROPRIO LI, quindi, si concentrarono le lacrime ex post a favore di telecamera dei politici locali e nazionali. Risultato? PROPRIO LI, è esondato, DI NUOVO e in modo praticamente identico, il dannato torrentaccio. La cosa straordinaria, direi quasi unica è che i filmati sono presi praticamente dallo stesso punto di vista, quindi il raffronto è facile ed immediato per tutti. ve lo dimostro:

confronto genova 2014 genova 2011

Ho evidenziato, in rosso, gli stessi tre caratteristici androni.

Ora: guardate le foto e, sopratutto, i filmati e rispondete: Riuscite a vedere qualche differenza? Riuscite a vedere qualche sicurezza aggiuntiva messa li dove il torrente, a causa di una curva violenta, non riesce a stare nell’alveo ed esonda, con furia devastante, nella strada che gli passa accanto? COSA è stato fatto proprio LI, dove sono morte sei persone, in questi tre anni? risposta: ci sono IN EFFETTI alcune piccole differenze. Ad esempio è stato fatto, sicuramente dopo una verifica idraulica, un muretto di circa un metro un metro e mezzo, che probabilmente, secondo la verifica, basata su dati statistici, avrebbe potuto contenere una piena con tempi di ritorno cento anni. O magari duecento. Essendo quella del 2011, cosi si pensava, una piena con tempi di ritorno plurisecolari. Ma, uh uh guarda un poco, tale piena invece non è PIU’ così straordinaria. I tempi sono cambiati e magari tale tipo di eventi ha un tempo di ritorno inferiore a dieci anni. Praticamente va messo in conto che sia una evenienza addirittura probabile, in un autunno tipico. La cosa è diffusa, ormai è evidente, un poco in tutta Italia. Perfino progettare le opere rispetto ad eventi con tempi di ritorno millenari potrebbe non essere più sufficiente. E’ chiaro che non possiamo buttare giù interi quartieri, ma certamente non basterà rialzare il muro, poniamo di un altro metro. E? evidente proprio dai filmati: è troppo grande la differenza tra la portata delle acque e quella che può essere contenuta dall’alveo. L’unica, veramente l’unica cosa fattibile è un sistema di allarme VERO che impedisca FISICAMENTE l’accesso a questa strada in certe situazioni. Dovremo piangere qualche altro morto? Certamente, si. Magari, tra questi, il folle automobilista che, al minuto 4.20 del filmato NON si ferma da vanti all’acqua e viene travolto ( al contrario del più prudente automobilista subito dietro di lui). Il suo disperato suonare il clacson mentre l’acqua lo porta via, è agghiacciante.

Il vero costo dell’energia rinnovabile

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aggiornamento maggio 2016

Quante volte vi hanno parlato dei miliardi e miliardi che vi costa il conto energia che premia i biechi speculatori del fotovoltaico e dell’eolico?

la verità è un’altra: il fotovoltaico e l’eolico dalla loro introduzione hanno contribuire a calmierare il costo dell’energia elettrica per una utenza domestica media. Ecco qui l’andamento negli ultimi anni. Come vedete, si tratta della parte in violetto, i vari contributi A3, A2, etc etc sono aumentati di circa 2 centesimi. Ma l’energia elettrica immessa dal fotovoltaico ha contribuito a diminuire, specialmente negli ultimi otto nove mesi, di quasi altrettanto il prezzo del kWh sul mercato elettrico. Il risultato è che l’aggravio è stato quasi interamente recuperato e in realtà non fosse stato per il contributo dell’energia rinnovabile i costi netti, causa aumento del costo del gas del carbone e del petrolio, sarebbero già risaliti  ben oltre i livelli del 2009-2010. Invece  AL NETTO DI TUTTO,  l’aumento è stato modesto. In realtà nel corso del 2014, i costi sono ancora sensibilmente diminuiti sul mercato elettrico, sempre grazie al fotovoltaico ed all’eolico (che vendono anche a meno di 3 centesimi al kWh), di oltre due centesimi, ma gli utenti finali non se ne sono accorti perché il calo è stato interamente assorbito dai gestori della rete. Si parla, su base annua di quasi 10 miliardi di euro che sono andati a finire in….dividendi.  Curioso che QUESTA non venga vista come una bieca speculazione…

La morte di Uomo. A 408 anni

Da Commenti dalla collina, http://malthusday.blogspot.it/2014/05/uomo-si-e-spento-alleta-di-408-anni.html

Questa mattina il medico legale ha confermato che Uomo, l’auto-rappresentazione astratta dell’umanità, è morto lunedì mattina per un’overdose di petrolio all’età di 408 anni. L’annuncio ufficiale conferma quindi le voci circa l’abuso di sostanze stupefacenti e non smentisce le indiscrezioni secondo cui potrebbe trattarsi di un suicidio. La magistratura ha aperto un’inchiesta ed ha disposto l’autopsia. Accertamenti sono in corso anche da parte della Guardia di Finanza e della Polizia Postale in merito alle proprietà ed alle recenti attività del defunto.

In attesa della conclusione delle indagini, i più stretti collaboratori di Uomo non si capacitano dell’accaduto. Il suo migliore amico e confidente, Technology, ritiene che si sia trattato di suicidio.
Sicuro, a Uomo piaceva la bella vita” ha detto durante la conferenza stampa di martedì scorso, “ed era uno che si faceva forte, ma non era tipo da perdere il controllo. No, sono sicuro che lo ha fatto intenzionalmente. Giusto un paio di settimane fa eravamo sulla terrazza di casa sua e guardavamo la Luna ricordando il viaggio che ci facemmo insieme e lui mi ha detto: – Sai, Tech, quelli si che erano bei tempi! Mi chiedo se ci capiterà mai più una cosa del genere. — Notai che aveva gli occhi carichi di lacrime e non era cosa da lui! Anche se, bisogna dire, negli ultimi anni era sempre più spesso di umore triste e nostalgico. Io ho provato a consolarlo parlandogli di andare su Marte eccetera, ed abbiamo parlato ancora a lungo, ma vedevo che il suo cuore era altrove.”
Altre fonti riportano però una storia molto diversa:
Era terribile” racconta un dipendente che ha chiesto di mantenere l’anonimato “ Si faceva ogni giorno di più: mattina, pomeriggio e sera, e quando non si sentiva abbastanza gasato si sparava un’altra dose di qualunque cosa. Avreste dovuto sentirlo quando urlava come un pazzo e tirava pugni nel muro! Tutti noi del personale di casa sapevamo che prima o poi sarebbe successo. Le quantità che si faceva erano incredibili e mica solo di petrolio!. Alcuni dei suoi amici gli dicevano di smettere, o perlomeno di diminuire, ma lui non ascoltava più nessuno.”

Una tumultuosa saga familiare

E’ sempre stato di indole rivoluzionaria” ha dichiarato Clio, la Musa della Storia, in un’intervista esclusiva rilasciataci nel suo ufficio sul Parnaso “In parte questo è dovuto all’ambiente in cui è nato e cresciuto. Se ricordate, nacque in casa di Sir Francis Bacon ed è cresciuto in mezzo alle persone più colte, brillanti ed influenti del tempo. Un immagine astratta dell’umanità cresciuta in mezzo a gente come quella non poteva che tentare imprese senza precedenti, sapete. Comunque, io credo che ci sia anche una forte influenza familiare. Ai suoi tempi, anche suo padre era stato un bell’originale!”
In effetti, anche se oggi è completamente dimenticato, il padre di Uomo, Servodidio, l’auto-rappresentazione astratta dell’umanità medioevale europea, è stato anche lui un personaggio a modo suo mediatico.
Star di un dramma morale tremendamente popolare ai suoi tempi, fu infatti il soggetto di un’infinità di biografie e di scandali. Servodidio era però nato in un tugurio in aperta campagna, dal fortuito incontro tra una gentildonna romana ridotta in miseria dal fisco imperiale e di un guerriero germano in fuga dalle invasioni unne. Per secoli aveva dovuto lavorare e combattere duramente, solo per sopravvivere, ma col tempo era riuscito a diventare una delle figure più ricche ed influenti della storia europea e mondiale. Più tardi l’arteriosclerosi lo indementì progressivamente, ma lasciò comunque un immenso patrimonio a suo figlio, malgrado fossero in disaccordo su tutto. Per tutto il diciassettesimo ed il diciottesimo secolo le furiose liti fra padre e figlio hanno riempito la stampa di storie interessanti e gustosi pettegolezzi, praticamente fino alla rottura definitiva a proposito della teoria dell’evoluzione di Darwin, nel 1859. Ma già a quell’epoca Uomo era saldamente al timone dei popoli europei, tanto che quando Servodidio morì se ne accorse una sola persona,  un certo Fredich Nietzsche che  avvertì l’odore del cadavere abbandonato insepolto! 
Neanche suo figlio, Uomo, ci aveva fatto caso, forse perché all’epoca già cominciava ad avere dei problemi con l’abuso di droghe. 
All’inizio usava solo il carbone” ricorda Technology “Beh, a dire il vero ci facevamo entrambi col carbone. Era la moda in quei giorni. Costava poco, era di buona qualità e potevi averne quanto ne volevi; tutti lo usavano negli ambienti “cool”. Ricordo un viaggio che facemmo insieme su una delle prime locomotive. Faceva trenta chilometri all’ora e ci sembrava correre come il vento! Come eravamo spensierati a quei tempi!
Clio conferma questa affermazione. “Io credo che Uomo non avesse la minima idea del tunnel in cui si stava infilando col carbone” ha dichiarato “Il carbone era popolare nei circoli d’avanguardia e nessuno sapeva gran che circa le conseguenze nel tempo dell’abuso di combustibili fossili. Fu proprio allora che iniziò la sua campagna per la conquista di Natura e si rese conto molto presto che non poteva tenere il confronto senza un sostegno artificiale. Fu li che cominciò la vera tragedia.”


La conquista di Natura.

Quando esattamente Uomo decise di conquistare Natura rimane una questione aperta. “Ogni biografo ha la suo opinione in proposito” ci ha spiegato Clio, mostrando una libreria intera di volumi sulla controversa carriera di Uomo “Alcuni fanno risalire questa decisione all’influenza del suo padre adottivo, Bacone, o degli altri maestri che ebbe da bambino. Altri sostengono che l’ispirazione gli venne dalla folla in mezzo a cui visse fra il diciottesimo ed il diciannovesimo secolo. Lui era solito dire che si trattava di un affare di famiglia e che tutti i suoi antenati avevano avuto questa idea, fin dall’età della pietra, e che lui era solamente quello che ci era finalmente riuscito.   Ma non ci sono prove in tal senso. Prendete la carriera di Servodidio, ad esempio, e troverete che aveva sempre avuto molto senso pratico ed attenzione ai suoi interessi, ma il suo scopo ultimo era la salvezza dell’anima, non la conquista di Natura.”
La faccenda di conquistare Natura?” ha detto Technology “Ci pensava fin da quando eravamo giovani. Io credo che abbia preso l’idea dal padre adottivo o da uno degli amici di lui, ma per quanto ne so non ci ha dato peso fino a non molto tempo fa. Posso sbagliami, sapete, non lo conoscevo molto bene a quei tempi. Io mi occupavo delle mie cose, sapete, costruire chiese e fortezze, mulini, robe così. Non ci siamo frequentati molto finquando non siamo stati entrambi coinvolti nella faccenda del carbone. Ci facevamo entrambi, ma io ero anche procacciatore e lo potevo fornire più a buon mercato di chiunque altro perché ero l’unico che sapeva come usare il vapore; nessun’altro sapeva come fare. Per questo diventammo amici e ci siamo davvero divertiti un sacco insieme. E di tanto in tanto, quando era fatto ben bene, mi diceva che Natura doveva appartenergli e che un giorno o l’altro avrebbe arruolato un esercito per conquistarla.
A me non me ne sarebbe importato niente, se non fosse stato per gli affascinanti problemi tecnici che Uomo mi poneva. Aveva capito come facevo a procurare tanto carbone così a buon mercato ed aveva intuito che poteva usare gli stessi aggeggi nella sua guerra contro Natura. Per me, sapete, era solo un gioco. Per Natura o contro Natura, non mi fa differenza: A me, datemi un problema difficile, lasciatemici lavorare e sono felice. Di tutto il resto non mi può fregar di meno
.”
Ma non era un gioco per lui. Mi pare che fosse il 1774 quando mi mise seriamente a lavoro sul suo progetto. Ricordo che cominciò ad arruolare dei mercenari e ad accumulare denaro ed attrezzature di ogni genere per la guerra. E voleva soprattutto armi da fuoco e macchine a vapore che erano il top dell’epoca. Così mi chiese di far funzionare fabbriche di ogni genere, ferrovie, navi a motore e tutto il resto. Già alcuni dei suoi avevano da tempo varcato il confine e preso parti di territorio, ma fu solo alla fine del diciottesimo secolo che l’invasione cominciò in modo massiccio e sistematico. A quei tempi eravamo spesso insieme in prima linea, in mezzo ai soldati che lui arringava parlandogli del glorioso futuro dell’umanità quando avesse conquistato Natura. Ed i soldati lo adoravano e subito davano di piglio agli strumenti ed alle armi e si lanciavano alla conquista di altri territori“.


Gli anni del trionfo.

Fu nel 1859, ricorda Technology, che Uomo usò per la prima volta il petrolio. “Aveva appena avuto la sua lite più violenta con suo padre, a proposito di quel Darwin; in effetti da quella volta i due non si sono parlati mai più. E Uomo era ancora estremamente agitato quando venne a sapere che quel tale, Edwin Drake mi pare, aveva trovato in Pennsylvania qualcosa di ancora meglio del carbone. Naturalmente Uomo lo volle provare subito ed io anche e – Hey! – quella si che era roba! Continuammo ad usare il carbone, naturalmente, anche tanto e più tardi anche gas ed uranio, ma niente, assolutamente niente era come il petrolio!
Ma la cosa principale fu che Uomo capì che quello era esattamente ciò che gli serviva per completare la sua conquista. I suoi avevano già preso molto, allora, ma non tutto, forse nemmeno la metà e Uomo aveva problemi anche a controllare territori già conquistati. C’era guerriglia dietro le linee, e problemi di ogni tipo. Lui era sempre allo stato maggiore incitando i suoi ufficiali e pensando sempre a come fare a vincere la guerra una volta per tutte. “La devo avere Tech – mi diceva quando era stanco e si rilassava con una flebo di petrolio – Ho conquistato la distanza, la terra, la superficie del mare, ma non è abbastanza. Io voglio tutto!” E, sapete, ci è andato molto, molto vicino.”
Il petrolio era la chiave del successo – Spiega Clio – Non era solo Uomo a farsi di petrolio; tutti i suoi lo usavano e nei tempi brevi il petrolio è una droga incredibilmente potente: conferisce a chi lo usa un slancio ed un’energia che bisogna vedere per poterci credere!  Intere province di Natura che erano rimaste inespugnabili per un secolo caddero al primo attacco non appena i soldati di Uomo seppero come usare il petrolio“.
Il risultato fu che intorno agli anni 1960 la conquista era praticamente completata. Restavano, solo dei presidi arroccati in zone particolarmente impervie ed un po’ di guerriglia partigiana, ma niente di preoccupante. Uomo ed i suoi erano convinti che, oramai, fosse questione di poco e che presto Natura sarebbe stata conquistata completamente e definitivamente.
Ma quello fu anche il periodo in cui tutti quegli anni di abuso di carbone, di petrolio e d’altre sostanze tossiche cominciarono a presentare il conto.


Gli anni del declino.

Non ricordo quando accadde esattamente – racconta Technology – ma ci fu una lite fra gli spacciatori. Quelli che avevano la roba migliore erano degli arabi che ad un certo punto si incazzarono e per un po’ smisero di venderlo. Così lui si rivolse ad altri, ma venne fuori che il tizio della Pennsylvania era fuori gioco da tempo e che anche i suoi amici del Texas e della California non ne avevano più abbastanza. Così Uomo andò in crisi d’astinenza. Che momenti! Lo portammo in ospedale ed il dottore lo spedì subito in riabilitazione“.
I documenti del periodo della riabilitazione sono commoventi – ci ha detto Clio – Cominciava a disintossicarsi ed a convincersi che ridurre le dosi era cosa saggia da fare. Ma poi, alla prima difficoltà un po’ seria, ricominciava e dovevano riportarlo in ospedale. Intanto la guerra contro Natura andava peggio perché anche l’altra parte stava modernizzando le sue tattiche. Circolavano indiscrezioni su trattative per un cessate il fuoco, o addirittura per un trattato di pace fra lui e Natura.”
Quando andavo a trovarlo in clinica – narra Technology – era sempre stanco. Pareva vecchissimo, come suo padre che però era morto a più di 1.400 anni. Era anche depresso e parlava solo dei suoi malanni. Io credo che in quel periodo avrebbe potuto smettere, tirarsi fuori dalla droga e raddrizzare la sua vita. Davvero pensavo che avrebbe potuto farcela e per aiutarlo gli portavo dei pannelli solari, delle case passive, dei contraccettivi… giocattoli così, tanto per interessarlo a qualcos’altro che il petrolio e la conquista.  Sembrava che gli piacessero e con gli altri amici eravamo pieni di speranza per lui; ma non andò così”.
Ricordo bene l’ultima volta che andai a trovarlo in riabilitazione. Mi dissero che se ne era andato, così corsi a casa sua e lo trovai circondato da un nugolo di prestigiatori che dicevano di aver trovato il modo di rendere inevitabile una crescita economica infinita. Lui era euforico, rideva e dava gran pacche sulle spalle a tutti, parlando come un fiume di grandi idee e di ancor più grandiosi progetti. Apparentemente era tornato quello di una volta, ma ricordo come fosse ieri lo sguardo di Scienza, che se ne stava sola in un angolo. “Che c’è Scienzy? Perché fai quell’aria da menagramo? “ Le chiesi. Io, lei e Uomo eravamo stati come fratelli per secoli. – Non lo vedi? – Mi rispose – non mi meraviglia, sei sempre stato un superficiale, ma ti dico che Uomo si è fritto il cervello. Quello che dicono quei tizi non ha senso e lui blatera per convincere sé stesso.- Mai parole mi fecero più male di quelle! Oh, certo, dopo abbiamo fatto ancora tante cose insieme a Scienzy, quando trovammo il Bosone, per esempio, che sballo! Una festa fantastica, ma qualcosa fra noi si era rotto per sempre ed infatti le cose cominciarono ad andare di male in peggio.”

Gli ultimi anni

Gli ultimi anni della carriera di Uomo come astrazione della razza umana furono travagliati.
Malgrado le armi sempre più potenti ed i soldati sempre più numerosi, la guerra contro Natura non andava bene.- Spiega Clio –Le truppe di Uomo controllavano tutti i territori principali e le città, ma c’erano rivolte ovunque. Batteri antibiotico-resistenti, erbe infestanti inattaccabili dai diserbanti, tempeste, terremoti e via di seguito. La battaglia di Fukushima, ad esempio, fu un disastro per Uomo”.

 Il morale delle truppe era sempre più basso e molti non erano più tanto convinti di quel che facevano. C’erano anche diserzioni; gente che abbandonava il fronte, o addirittura che passava bellamente dall’altra parte. Quelli che restavano lo facevano per abitudine o, soprattutto, per soldi ed i soldi stavano diminuendo. Fra il costo della guerra, quello per controllare e continuamente fortificare il territorio, il folle tenore di vita di Uomo ed il costo esorbitante della sua droga, Uomo era in grossi problemi finanziari. Ci sono buoni motivi per ritenere che fu per fronteggiare queste spese che durante gli ultimi anni della sua vita Uomo finì coinvolto in una spirale di debiti e di truffe.
Nel frattempo, Uomo stava restando sempre più isolato. “Si accompagnava sempre più spesso a gente davvero losca, oppure a pazzi visionari, mentre aveva voltato le spalle alla maggior parte degli amici di un tempo – afferma l’anonima fonte citata sopra – Con Arte, Letteratura e Filosofia aveva già da tempo smesso di parlare perché gli ripetevano che doveva smettere di strafarsi. Ma anche con altri…. Ricordo l’ultima volta che Scienza venne a trovarlo. Era molto in ansia e voleva parlargli della situazione dell’atmosfera, ma lui la buttò letteralmente fuori di casa e le sbatté la porta in faccia urlando: – L’atmosfera è mia, cazzo! Ci faccio quel che cazzo mi pare con la mia roba, traditori voltagabbana! Questi vogliono tornare nelle caverne!” Poi ebbe un collasso e lo portammo a letto. Ultimamente scenate così erano diventate routine.
A quanto pare, l’ultimo a vedere vivo Uomo è stato il suo vecchio amico Technology. “ Sono andato a casa sua lunedì pomeriggio, ricorda, ci andavo molto spesso e si parlava del più e del meno. Quella volta cominciò a vaneggiare di supercomputers onniscienti, di corpi robotici immortali, di resurrezione dei morti sotto forma di softwhere e robe del genere.
“Ascolta Uomo, gli dissi, se ti interessa questa roba devi parlarne con Religione. Immortalità ,onniscienza, resurrezione ecc. sono il suo campo, non il mio. Ma avevano rotto da tempo e lui non ne voleva più sapere di lei. Così cambiò discorso e cominciò a lamentarsi che il petrolio che gli avevo portato dal North Dakota era un vero schifo. “Lo so bene, gli risposi, ma cosa vorresti che facessi? Io posso pomparti fuori quel che c’è, non quel che vorresti. Questa è la roba che rimane e se non ti piace faresti meglio a farti durare quel poco di brent che ancora rimane. Allora partì con una delle sue scenate lamentose. Mi disse che era colpa mia se il petrolio era sempre meno e sempre più cattivo, colpa mia se la guerra andava male, colpa mia se non avevamo conquistato Marte, e via di seguito. Quindi uscì sbattendosi dietro la porta e non lo ho più visto vivo. Avrei dovuto andargli dietro e parlargli; raccontargli un’altra favola sui viaggi interstellari o sulla macchina del tempo. Forse si sarebbe calmato e sarebbe ancora vivo. Ma in fondo per cosa? Che significato aveva più la vita per lui? A me manca il più grande amico di sempre, ma lui, forse, sta meglio adesso,”

Una travagliata eredità

L’improvvisa morte di Uomo lascia molte domande in sospeso.
Quando Servodidio morì di arteriosclerosi – Spiega Clio – Tutti sapevano chi ne avrebbe ereditato il ruolo. Anzi, già da molto tempo Uomo aveva sostituito suo padre nel ruolo di immagine idealizzata dell’umanità e ne gestiva la grande eredità. Invece Uomo è morto senza testamento e sono parecchi gli aspiranti alla successione. Inoltre, la sua eredità è nel caos più totale e ci vorranno decenni per capire se davvero ha lasciato qualcosa ed a chi”.
In attesa della conclusione delle indagini, l’Autorità Garante del Fato, Ananke, ha diramato un succinto comunicato stampa che riportiamo in integrale:
Prego tutti di accettare i sensi della mia simpatia per la tragica fine di Uomo, colui che avrebbe voluto conquistare la Natura. Colgo l’occasione per consigliare ai figli umani di Gaja di procedere alla scelta della loro prossima immagine collettiva in modo che risulti meno megalomane ed autodistruttiva”.

Una recente immagine di repertorio di Uomo

Come si uccide un paese?

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Come si uccide un paese? Mettiamola così: ci si inventa, all’improvviso che la credibilità del debito pubblico di quel paese è pessima, si sottopone ad una cura micidiale che si chiama shock economy e si macella. Poi ci si mangiano i pezzi ancora sanguinolenti. Certo: il paese medesimo si è fatto condurre piuttosto docilmente al macello, fidando nel suo pastore che invece si era già messo d’accordo con il carnefice. Comunque cambia poco: Il nostro paese nella sua sgarrupatezza non era, dal punto di vista del pil, messo significativamente peggio della pur sgarrupatissima inghilterra (linea in rosso) o della Francia. Ma era ricattabile e contendibile. L’Europa (rectius: le banche degli altri…) NON voleva la nostra salvezza. Semplicemente voleva rientrare, con le cattive, della sua esposizione nei confronti del nostro paese. Ottenuto questo, peggio per noi.

Una domandina: vogliamo continuare cosi o decidiamo che forse è il caso di denunciare i lacchezzi altrui, e specialmente i lacchezzi di chi con fiero cipiglio , ha imposto a noi cicale di darci una regolata? ma sono tutte cose dette e stradette, note e stranote. Non vi farò certo qui su Crisis il riassunto del bi e del ba. Per quello se volete, c’e’ Bagnai. Oppure Gavronsky… Volevo solo farvi fare una autonoma e rapida riflessione sula base di questo grafico. Un disegnino vale più di mille parole. Forse è per quello che nelle caverne si facevano tanti disegnini….In goni caso al prossimo che viene a parlare di spending review un bel STIKA!! ci sta tutto…

Gnam, burp e stanno ancora addentando…

L’aereo abbattuto in Ucraina: Cover up USA?

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Cominciamo da quello che appare certo: il volo MH17 fu deviato dal controllo del traffico aereo UCRAINO di circa 200 miglia A NORD rispetto alla rotta tipica che stava seguendo, che l’avrebbe portato sopra il Mare di Azov. Una rotta frequentatissima e sicura, per essere spostato direttamente sopra una area di guerra ben nota per la sua pericolosità ( e per gli aerei già abbattuti). Una voce immediatamente circolata e diffusa, pare, da alcuni media inglesi e da un esperto olandese, era che l’aereo fosse stato deviato per evitare alcuni cumuli nembi e sistemi temporaleschi. II piccolo problema è che questa voce è stata immediatamente smentita dalla Malaysian Airlines, mentre contemporaneamente (uh che strano) venivano confiscate e secretate le registrazioni delle comunicazioni tra terra ed i piloti del volo.

Capite bene che ad un rosicone attaccaticchio, anche non professorone, queste cose già fanno suonare più di un campanello di allarme. Ma non basta: alcune immagini ufficiali che mettevano a confronto le rotte “normali” e quella dell’ MH17 sono state successivamente modificate spostando VERSO NORD le rotte “normali” in modo da ridurre al differenza tra queste e la rotta dell’MH17. Qui una ricostruzione della rotta sulla base dei dati disponibili prima dell'”arruffamento”.

Non è finita: l’area tenuta dai ribelli in cui è caduto l’aereo è piuttosto piccola circa 80 km di estensione e l’aereo l’avrebbe attraversato in meno di sei minuti.

Pare che il sistema antiaereo BUK abbia tempi di risposta ed attivazione dello stesso ordine di grandezza ma in realtà l’aereo a causa della quota e della velocità sarebbe stato tracciabile solo per pochissimi minuti e quindi il sistema doveva già essere attivo e pronto all’uso, insomma : in agguato.

Ma ora arriva il bello: Putin ha reso pubblici tutti i dati in suo possesso sia riguardo il traffico aereo sia riguardo alle foto dei satelliti spia che, ovviamente, in questo periodo stanno osservando intensivamente il territorio Ucraio.

Bene: risulta che  almeno 3-4 postazioni antiaeree ucraine basate su sistemi buk fossero schierate intorno a Donetsk. Tutti questi sistemi erano schierati, al momento dell’abbattimento a pochi chilometri di distanza dal sito dell’impatto, una addirittura a meno di 8 km. Dopo l’impatto tutte queste batterie sono state rischierate in zone assai più arretrate.

Non c’e’ bisogno di dire che questa è quasi una pistola fumante: Che ci facevano in zona di operazioni quelle batterie antiaeree quando è ben noto che i ribelli non hanno aerei od elicotteri?

Ancora: Come mai i dat,i anche essi certamente numerosi, a disposizione dell’intelligence USA NON sono stati pubblicati?

Un reporter USA, noto per aver indagato sullo scandalo “contras” la mette giù in modo semplice: “What I’ve been told by one source, who has provided accurate information on similar matters in the past, is that U.S. intelligence agencies do have detailed satellite images of the likely missile battery that launched the fateful missile, but the battery appears to have been under the control of Ukrainian government troops dressed in what look like Ukrainian uniforms.” 

Ovvero: l’Intelligence USA ha dati dettagliati che dimostrano che i missili sono partiti da batterie sotto il controllo del governo Ucraino.

Ma c’e’ di più: Qualcuno comincia a pensare che l’aereo sia stato abbattuto deliberatamente da un caccia Ucraino, un Su 25.

Complotismi folli? Può essere.

Resta il fatto, curioso, che MOLTO recentemente in tutte le principali lingue utilizzate dai frequentatori di wikipedia la quota di tangenza dell’aereo ucraino è stata abbassata da circa 10.000 metri a 7000. Un aereo che arriva solo a 7000 metri no avrebbe potuto intercettare un jet che volava a circa 10.000.  Per meglio dire: in QUASI tutte: si sono dimenticati il croato.

Dove la quota resta 10.000 metri ( alcune versioni possono volare anche più in alto).

Non so se davvero si è cercato un incidente, un casus belli per avere mano libera con i ribelli e/o scaricare la responsabilità di quanto succede sulla RUssia.

So solo che il cover up pare piuttosto probabile.

Se vi sembra che ci sia una notevole somiglianza, mutatis mutandis con Ustica, avete perfettamente ragione…

Navi metanifere ed altri disastri

Guardate cosa succede quando esplode un camion che trasporta gas. Sono una quindicina di tonnellate di gas. Ora immaginatevi una quantità da 1000 a 10.000 volte superiore. Certo: molti di questi incidenti sono causati dal gpl e non dal metano. Ma sapete, vero che il metano viene trasportato in forma liquefatta a -180 gradi e pressioni elevatissime? Le simulazioni in casi di falla in un serbatoio di una nave dicono che il metano potrebbe percorrere CHILOMETRI prima di scaldarsi a sufficienza per evaporare; una scintilla e…..bum.

Arriva la bolla del petrolio?

Si Crisis riparte e non volete una bella Cassandrata di quelle pese pese?!! Beh, premesso che  basta guardarsi intorno per cominciare a scuotere la testa, percuotersi il petto e stracciarsi le vesti, vi servo subito con una cosuccia calda calda. Avete sentito parlare del fracking, vero? Si? No? Si però ero distratto? SICCOME siete su Crisis, mica bau bau micio micio, scommetto di si.  Saprete allora che fa un sacco di disastri, che la produzione di ogni singolo pozzo crolla in pochissimo tempo e dopo un paio di anni scende sotto il livello di economicità, costringendo a scavare nuovi pozzi a ritmo forsennato. Quel che forse non sapete è il livello INCREDIBILE degli investimenti necessari. Qualcosa rispetto ai quali la bolla dei subprime, il fiammifero nella polveriera che innescò la deflagrazione della bolla e lo scoppio della Crisis, è un nulla, un microbo, visto da lontano. A Novembre 2008, ovvero quando la bolla era pienamente scoppiata, si stimò che nel complesso valesse, con tutte le varie complesse interazioni circa 750 miliardi di dollari.  Le industrie del settore petrolifero investono , stanno investendo, oltre 900 miliardi di dollari all’anno. Negli USA gli investimenti nel settore petrolifero in effetti hanno superato il settore immobiliare, intorno ai 200 miliardi di dollari all’anno. Secondi solo all’altrettanto florida industria degli armamenti ferma, si fa per dire, a 640 miliardi negli USA. Una limitazione , ovviamente mortalmente necessaria, alle emissioni di CO2, al fine di contenere sotto i 2 gradi l’aumento di temperatura media mondiale ( comunque una mezza catastrofe) metterebbe a rischio  oltre 19 mila miliardi di dollari. Per essere esatti la IEA sostiene che, se volessimo limitare sotto il livello di 450 ppm la concentrazione di CO2, i due terzi delle riserve dichiarate ( E MESSE A BILANCIO) dalle grandi compagnie petrolifere diventano fittizie.  19 triliardi di dolari sono una cifra da Zio Paperone. Una cifra superiore al PIL USA. Ed ancora: Si stanno investendo oltre 1100 miliardi di dollari in progetti che richiedono un prezzo del barile superiore ai 95 dollari per essere redditizi. Non si tratta di cose astratte, capite bene. Questi ENORMI investimenti sono soggetti ad un sacco di rischi e di potenziali crack; naturali, ambientali, logistici, fisci, sistemici. in pratica sono più a rischio dei mutui subprime. Non solo: in caso di collasso analogo alla bolla dei subprime collasseranno gli investimenti proprio nel settore che mantiene il sistema in moto. una cosa è un crampo in una gamba. un’altra è un infarto…I dati sono presi da questo interessantissimo articolo.